Sanità, laboratori di analisi chiedono lo sblocco della normativa regionale
La Rete Contratto KREALAB e l’Associazione Nazionale ANMED hanno trasmesso nei giorni scorsi un’istanza formale al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, chiedendo un intervento diretto per consentire l’applicazione della normativa regionale sulle aggregazioni sanitarie e il riconoscimento del modello della Rete Contratto. L’appello è stato presentato per il tramite della rappresentante legale, la dott.ssa Elisa Interlandi, a nome dei titolari dei Laboratori di Analisi Cliniche operanti sul territorio regionale.
Secondo quanto rappresentato, ai laboratori sarebbe stato impedito di aggregarsi in Rete Contratto per raggiungere la soglia delle 200.000 prestazioni prevista dalla normativa, nonostante il quadro legislativo e giurisprudenziale favorevole. La possibilità di esercitare tale diritto sarebbe stata riconosciuta solo a seguito di ricorsi dinanzi al TAR Sicilia. Nell’istanza si chiede, tra l’altro, il rinvio del tavolo tecnico programmato per il 3 febbraio e l’immediato riconoscimento della Rete Contratto quale modello organizzativo legittimo.
“La legge regionale n. 13 del 2022 ha superato il vaglio della Corte costituzionale ed è pienamente efficace”, afferma la dott.ssa Interlandi, sottolineando come la stessa norma sia stata ulteriormente confermata dalla giurisprudenza amministrativa. In particolare, viene richiamata la recente sentenza del TAR Sicilia n. 01888 del 2025, che avrebbe ribadito la validità dello strumento aggregativo.
KREALAB e ANMED evidenziano che la Rete Contratto risulta coerente con gli indirizzi del DM 77 del 2022 e con le indicazioni contenute nel Quaderno di Monitor di Agenas del gennaio 2026, che valorizza la medicina di laboratorio decentrata e la diagnostica di prossimità. Secondo le associazioni, tale modello consentirebbe di mantenere la responsabilità clinica e analitica sul territorio, rispondendo in modo più efficace alle esigenze di anziani e pazienti fragili.
Viene inoltre segnalato il rischio di criticità operative legate al protrarsi del blocco amministrativo, con alcune ASP, in particolare quella di Catania, che avrebbero prospettato difficoltà nella valorizzazione delle prestazioni a partire dal 1° gennaio 2026. “Confidiamo in un intervento del Presidente Schifani affinché sia data piena attuazione a un modello organizzativo conforme alla legge e alle sentenze”, conclude Interlandi.
👁 Articolo letto 900 volte.© 2026 Riproduzione Riservata.



















