Sanità, confermato lo stop ai medici a gettone nei Pronto Soccorso
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto Pa senza includere la proroga dell’utilizzo dei cosiddetti medici gettonisti nei Pronto soccorso. Nella bozza circolata nel corso della giornata era stata prevista un’estensione di un anno, fino a giugno 2027, ma la disposizione è stata eliminata dal testo approvato in serata.
La possibilità di mantenere in servizio il personale reclutato tramite cooperative era stata richiesta dalle Regioni maggiormente interessate dalla carenza di medici. L’ipotesi, tuttavia, non ha trovato il sostegno del ministero della Salute, che ha confermato l’orientamento già espresso in passato dal ministro Orazio Schillaci, contrario al ricorso ai medici a gettone.
Nel provvedimento definitivo trova invece spazio una nuova misura che introduce la figura di un commissario straordinario incaricato di coordinare la gestione e lo smaltimento dei materiali acquistati durante l’emergenza Covid-19, tra cui le mascherine ancora conservate in depositi e magazzini.
L’eventuale proroga dei medici gettonisti aveva suscitato immediate reazioni sul piano politico. Il Partito Democratico aveva definito la proposta «l’ennesima dimostrazione di un governo che naviga a vista sulla sanità pubblica». Con l’approvazione finale del decreto, però, la disposizione non è stata confermata.
Resta pertanto in vigore la disciplina introdotta nel 2023 dal ministro Schillaci, che ha previsto il progressivo superamento del ricorso ai medici reclutati attraverso cooperative esterne. Il divieto di nuovi incarichi è entrato in vigore il 31 luglio 2025, mentre la deroga concessa ai reparti con maggiori difficoltà organizzative, della durata massima di dodici mesi, si è conclusa il 31 luglio 2026. La normativa stabilisce inoltre che aziende sanitarie locali e ospedali pubblici non possano più stipulare contratti di appalto con cooperative di medici a gettone.
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