Home Attualità Il ruolo della Sicilia nella Resistenza e nella guerra di Liberazione

Il ruolo della Sicilia nella Resistenza e nella guerra di Liberazione

2,579

Resistenza SiciliaIl convegno Il ruolo della Sicilia nella Resistenza e nella guerra di Liberazione, intende riflettere sul contributo offerto dai siciliani alla lotta resistenziale.

È necessario infatti superare una visione esclusivamente “settentrionale” della storia d’Italia che tende ad espungere il Mezzogiorno dalla partecipazione attiva ai grandi momenti storici del nostro paese. Ciò va fatto tuttavia senza cadere nella retorica opposta della rivendicazione di una Resistenza meridionale o addirittura “siciliana”, quando invece si tratta di capire in che modo dirigenti politici siciliani o anche semplici cittadini parteciparono, nel quadro generale degli eventi del 1943 e della crisi del regime fascista, prima al sorgere e poi allo svilupparsi delle bande partigiane nell’Italia centro-settentrionale.

Come recenti studi dimostrano, specie nelle formazioni formate da ex militari del disciolto esercito italiano dopo l’armistizio dell’8 settembre, la presenza di soldati meridionali fu molto cospicua, anche per la loro impossibilità, al contrario dei tanti commilitoni del centro-nord, di tornare a casa. È un fenomeno significativo e su cui bisogna porre l’attenzione, collocandolo nella nuova stagione di studi che la Resistenza sta conoscendo.

Da qui l’idea di una prima sessione che faccia il punto sul dibattito storiografico intorno al fenomeno resistenziale, individuando il suo nesso con la guerra scatenata dal regime fascista sino alla sconfitta militare che sancì la fine dello Stato nazionale sorto dal Risorgimento, e che ragioni anche sulle forme locali e specifiche della nascita del movimento partigiano, dove confluirono ex prigionieri alleati, “rivoluzionari di professioni” con un forte retroterra politico maturato in Spagna o in Francia, ex soldati dell’esercito italiano, giovani antifascisti e renitenti alla leva desiderosi inizialmente solo di sfuggire all’arruolamento salotino.

In taluni casi, come in quello di Pompeo Colajanni/comandante Barbato, alcuni di questi diversi percorsi si intrecciarono e confluirono insieme, contribuendo alla formazione di figure politiche legate al fenomeno resistenziale che continuarono ad agire anche nell’Italia repubblica.

Dato questo quadro generale, si passerà, nella seconda sessione, all’analisi specifica del contributo di dirigenti politici e semplici combattenti siciliani al fenomeno partigiano, anche partendo dal fondo archivistico dell’Anpi conservato presso l’Istituto Gramsci Siciliano contenente le domande di richiesta del riconoscimento della qualifica di patriota e partigiano da parte degli ex combattenti resistenziali tornati dopo il conflitto in Sicilia. Parimenti interessante però ci pare porre l’attenzione sul fenomeno opposto, cioè l’alta adesione di personale politico e amministrativo meridionale alla Rsi, il che aiuta forse anche a comprendere la grande difficoltà a trovare uno spazio nel dibattito pubblico del secondo dopoguerra all’esperienza resistenziale pure vissuta dai protagonisti.

Per riflettere su questo tema, quello della difficile elaborazione della propria memoria una volta tornati a casa da parte di chi si era opposto, in forme diverse, al fascismo e al nazismo, abbiamo pensato ad una terza sessione dedicata alla Resistenza come retorica pubblica (ed in parallelo al fascismo) nel dibattito politico siciliano del secondo dopoguerra. Si tratta di indagare quindi il modo in cui la società locale e le forze politiche hanno inquadrato il tema della Resistenza, capendone anche i tentativi di uso (talvolta non esenti da forzature ideologiche) rispetto alle loro esigenze di legittimazione o di radicamento, non sempre però in grado di incontrarsi con le esperienze concrete maturate dai diretti protagonisti.

Istituto Gramsci Siciliano

Il ruolo della Sicilia nella Resistenza e nella guerra di Liberazione ultima modifica: 2016-10-10T15:24:41+02:00 da CanaleSicilia