Rivolta nel carcere di Enna, otto arresti dopo ore di tensione
La situazione all’interno della casa circondariale Luigi Bodenza di Enna è degenerata in una rivolta che ha richiesto l’intervento del Gruppo operativo di intervento della Polizia penitenziaria e di personale proveniente da altri istituti. Al termine delle operazioni sono state arrestate otto persone ritenute coinvolte nei disordini.
Secondo quanto ricostruito, il clima di tensione si era progressivamente aggravato negli ultimi mesi, anche a seguito dei frequenti sequestri di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti introdotti illegalmente nella struttura. Tra i fattori indicati dagli operatori vi sarebbe stato anche il malfunzionamento dell’impianto telefonico, danneggiato nei giorni scorsi da un fulmine durante il maltempo, circostanza che aveva impedito ai detenuti di mantenere i contatti con i familiari. L’impianto, tuttavia, risultava già ripristinato prima dell’inizio della protesta.
La rivolta è scoppiata intorno alle 11, poco dopo il rinvenimento di telefoni cellulari e droga all’interno del carcere. I detenuti hanno occupato gran parte del vecchio padiglione, devastando celle e danneggiando le telecamere di videosorveglianza. Solo nel tardo pomeriggio le forze intervenute hanno ripreso il controllo dell’istituto.
Il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, ha dichiarato: «La rivolta al carcere di Enna è stata sedata grazie al grande lavoro degli agenti penitenziari. Tutti i detenuti sono stati riportati nelle camere di pernottamento e sono in corso le perquisizioni e gli arresti dei promotori, che verranno trasferiti in altri istituti». Balboni ha inoltre precisato che i disordini sarebbero stati provocati dall’intercettazione di quattro pacchi contenenti materiale illecito lanciati dall’esterno, ribadendo che «l’impianto telefonico ha infatti sempre funzionato».
Sull’accaduto la deputata del M5S Daniela Morfino ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare. Il presidente nazionale del Con.Si.Pe., Mimmo Nicotra, ha invece richiamato l’attenzione sulle carenze di organico e sulle condizioni strutturali dell’istituto, sostenendo che da tempo il sindacato chiedeva il trasferimento dei detenuti per consentire la ristrutturazione del carcere.
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