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Riforma Corte dei conti, i magistrati chiedono un confronto al Governo

Corte dei Conti

La riforma della Corte dei conti approvata dal Consiglio dei ministri apre un confronto con la magistratura contabile, che esprime forti riserve sul nuovo impianto normativo. Secondo i magistrati, il testo predisposto dal Governo inciderebbe sull’autonomia e sull’indipendenza dell’istituzione, modificandone in modo sostanziale l’organizzazione e le competenze.

Il provvedimento, composto da 71 articoli, introduce una revisione del funzionamento della magistratura contabile. Tra le novità principali figura la netta distinzione tra i magistrati che esercitano le funzioni requirenti, in qualità di pubblici ministeri contabili, e quelli chiamati a svolgere attività giudicanti. Il passaggio tra i due incarichi viene infatti fortemente limitato, delineando un sistema assimilabile a una separazione delle carriere.

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La riforma amplia inoltre le attribuzioni del Procuratore generale della Corte dei conti, al quale vengono riconosciuti più estesi poteri di coordinamento nei confronti delle procure regionali. Sarà questa figura a stabilire gli indirizzi investigativi prioritari e a individuare le tipologie di danno erariale da trattare con precedenza.

L’Associazione Magistrati della Corte dei Conti (Amcc) ha chiesto al Governo l’apertura di un confronto sul contenuto della riforma. «Si tratta di decreti ad alto contenuto tecnico. Li abbiamo ricevuti solo lunedì ed è necessario meditarli, approfondirli, adeguatamente», ha dichiarato l’associazione, sottolineando la necessità di un esame approfondito del testo.

L’Amcc ha inoltre richiesto un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sul dibattito relativo al Ponte sullo Stretto, Elena Papa, componente del direttivo dell’associazione, ha escluso collegamenti con la riforma, affermando: «Non vogliamo credere che ci sia alcun collegamento».


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