Revocati i domiciliari a Stagno d’Alcontres: le motivazioni dei giudici
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha chiarito le ragioni che hanno portato all’annullamento della misura degli arresti domiciliari nei confronti del chirurgo plastico Francesco Stagno d’Alcontres. Le motivazioni, depositate nei giorni scorsi, confermano la solidità del quadro accusatorio, ma ritengono non adeguatamente dimostrate le esigenze cautelari poste a fondamento della misura restrittiva.
Secondo i giudici, le contestazioni formulate dalla Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, restano supportate dagli elementi raccolti nell’indagine, che riguarda ipotesi di corruzione, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. Al centro dell’inchiesta vi sarebbe un presunto sistema di scambi di favori con aziende farmaceutiche, finalizzato all’organizzazione di un congresso nazionale della Sicpre in cambio di forniture destinate all’Unità operativa complessa di Chirurgia plastica del Policlinico.
Nel rigettare gran parte delle argomentazioni difensive presentate dagli avvocati Salvatore Silvestro e Nico D’Ascola, la Cassazione richiama intercettazioni telefoniche che, secondo i magistrati, evidenzierebbero il collegamento tra le decisioni sugli approvvigionamenti sanitari e i contributi economici destinati al congresso. Nelle motivazioni si legge inoltre che la funzione pubblica sarebbe stata utilizzata in modo strumentale, come emergerebbe anche dai dialoghi con alcune collaboratrici.
Diversa la valutazione sulle esigenze cautelari. La Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso relativo all’assenza di un concreto rischio di reiterazione dei reati, evidenziando che Stagno d’Alcontres aveva cessato l’attività ospedaliera e universitaria il 3 luglio 2025, era stato collocato in pensione dal 1° agosto dello stesso anno e, dal 13 ottobre 2024, non faceva più parte del comitato direttivo della Sicpre. Per i giudici, la prosecuzione dell’attività chirurgica presso strutture convenzionate non dimostra automaticamente la possibilità di reiterare le condotte contestate né implica il mantenimento di poteri sulle procedure di approvvigionamento.
Alla luce di tali indicazioni, il Tribunale del Riesame, con il nuovo provvedimento del 25 giugno, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari. Intanto la Procura ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari una proroga di sei mesi per proseguire gli accertamenti sul filone parallelo dell’inchiesta, che coinvolge altri 18 indagati, compreso Stagno d’Alcontres, per ipotesi di falso in cartella clinica e truffa connesse all’attività svolta al di fuori del Policlinico.
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