Prodotti ridotti senza calo di prezzo, l’allarme del Codacons
Il Codacons richiama l’attenzione sulla diffusione della shrinkflation, pratica commerciale che comporta una riduzione delle quantità offerte senza modificare il prezzo di vendita. Il fenomeno riguarda prodotti alimentari e numerosi beni di largo consumo, inclusi detergenti, cosmetici e articoli per l’igiene personale, e viene indicato come causa di un aumento di costo non immediatamente percepibile dai consumatori.
Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale dell’associazione, segnala che “prodotti apparentemente identici presentano oggi grammature inferiori rispetto al passato”. Rileva che il problema coinvolge pasta, snack, biscotti e articoli per la cura della persona, determinando “un aumento camuffato che rende più complessa una scelta consapevole”.
L’organizzazione giudica particolarmente critico il rinvio al 1° luglio 2026 dell’obbligo, previsto da norme non ancora operative, di indicare in modo chiaro ogni riduzione di peso o volume che non corrisponda a una diminuzione del prezzo. Il posticipo, contenuto nel DDL Semplificazioni, sospende l’applicazione di una misura ritenuta idonea a favorire una maggiore trasparenza nell’informazione ai consumatori.
Tanasi afferma che “non è accettabile attendere il 2026 per introdurre regole semplici e già presenti in diversi Paesi europei”, dove sono previste forme di segnalazione che consentono di individuare immediatamente eventuali ridimensionamenti delle confezioni.
Secondo il Codacons, il ritardo nell’applicazione delle nuove disposizioni potrebbe accentuare le difficoltà delle famiglie già esposte all’inflazione e all’aumento dei prezzi. Tanasi sollecita quindi un intervento normativo tempestivo, sostenendo che “i cittadini hanno il diritto di conoscere con chiarezza la reale quantità dei prodotti acquistati”, elemento ritenuto essenziale per garantire correttezza nei rapporti di consumo.
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