Processo Galvagno, chiesto il trasferimento a Catania
Si è aperto con una questione preliminare il procedimento giudiziario a carico di Gaetano Galvagno, imputato per peculato, corruzione, truffa e falso. Nel corso della prima udienza, i difensori del presidente dell’Assemblea regionale siciliana hanno sollevato un’eccezione relativa alla competenza territoriale del Tribunale di Palermo, chiedendo che il processo venga trasferito a Catania.
Secondo la linea difensiva, una parte significativa degli episodi contestati, in particolare quelli legati all’utilizzo dell’auto di servizio, si sarebbe verificata nel territorio etneo. La circostanza viene ricondotta alla residenza dell’imputato nella provincia di Catania e agli spostamenti da lui effettuati, ritenuti dalla Procura non riconducibili a esigenze istituzionali.
La decisione sull’eccezione sarà assunta dal collegio giudicante presieduto da Fabrizio La Cascia nella prossima udienza, già calendarizzata per il 18 giugno. Nel frattempo, la seduta si è limitata alla costituzione di parte civile dell’Assemblea regionale siciliana e della Regione Siciliana.
All’udienza non erano presenti né Galvagno né il coimputato Roberto Marino, autista del presidente. Entrambi sono sottoposti a giudizio con rito immediato, avendo richiesto di bypassare la fase dell’udienza preliminare.
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