Prezzi carburanti, in aumento con la crisi in Medio Oriente
L’inasprimento del conflitto in Medio Oriente sta producendo effetti immediati sui mercati energetici, con un sensibile aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi e, in particolare, del diesel. Il carburante, già caratterizzato da un equilibrio tra domanda e offerta particolarmente fragile prima delle ostilità, risulta oggi il più colpito a causa delle limitazioni alle esportazioni dal Golfo, aggravate dagli attacchi alle infrastrutture e dalle criticità nello Stretto di Hormuz.
Il diesel rappresenta una componente essenziale per numerosi settori produttivi e per il trasporto su strada, risultando ancora largamente utilizzato in Europa nonostante i processi di elettrificazione. Nel 2024 la quota di utilizzo nel traffico stradale ha raggiunto l’86% in Lettonia, il 73% in Francia e il 66% in Germania. Secondo l’analista Susan Bell di Rystad Energy, “l’equilibrio offerta/domanda del diesel era molto più rigido rispetto a quello della benzina”, determinando un incremento più marcato dei prezzi.
A livello europeo, il diesel ha superato i 200 dollari al barile, mentre alla pompa si registrano rincari significativi. In Francia, il prezzo è aumentato del 32,7% in poche settimane, contro il 16,86% della benzina. Nell’Unione Europea il costo medio ha raggiunto i 2,07 euro al litro. In Italia, secondo i dati del Ministero delle Imprese, il gasolio ha toccato i 2,096 euro al litro sulla rete ordinaria e i 2,137 euro in autostrada, con un incremento di circa 31 centesimi dall’inizio delle tensioni.
La struttura del mercato europeo evidenzia una dipendenza dalle importazioni di diesel, in particolare dal Medio Oriente, che nel 2025 ha coperto oltre la metà delle forniture. Le sanzioni alla Russia hanno ridisegnato i flussi commerciali, rendendo più complesso l’approvvigionamento. “Il modo più efficiente ed economico per l’Europa sarebbe procurarsi il diesel dalla Russia”, ha osservato Bell, precisando tuttavia che l’Unione non intende modificare il regime sanzionatorio.
Sul piano interno, il governo italiano ha adottato un decreto straordinario con una riduzione temporanea delle accise e uno stanziamento complessivo di 500 milioni di euro. Previsti anche crediti d’imposta per trasportatori e agricoltori. Nonostante le misure, associazioni dei consumatori segnalano che i prezzi restano elevati in diverse aree del Paese.
La Sicilia risulta particolarmente esposta per la sua dipendenza dal trasporto su gomma e per l’impatto sul comparto agricolo, dove il costo del gasolio e dei fertilizzanti ha registrato forti aumenti. Intanto, possibili interruzioni della logistica, legate allo sciopero dei trasportatori previsto ad aprile, rischiano di compromettere ulteriormente le catene di approvvigionamento.
A livello europeo, si valutano misure di contenimento dei consumi, mentre analisti internazionali indicano la stabilità delle rotte commerciali come elemento determinante per l’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi.
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