Ponte sullo Stretto definanziato? Fondi rinviati al 2032 e 2033
Il dibattito sul finanziamento del Ponte sullo Stretto si è riacceso nelle ultime settimane a seguito della rimodulazione delle risorse previste nella nuova manovra di bilancio. Il Governo ha disposto lo spostamento temporale dei fondi, destinando 320 milioni di euro al 2032 e 460 milioni al 2033, prendendo atto dell’impossibilità di avviare i cantieri entro il 2025 e dello slittamento complessivo del cronoprogramma di almeno un anno.
Nel frattempo, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolta una riunione istituzionale dedicata all’aggiornamento del progetto definitivo del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. In apertura dei lavori, il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha dichiarato: «Per me è una grande soddisfazione, vi ringrazio», introducendo la presentazione della relazione tecnica sull’avanzamento progettuale.
Nei giorni precedenti, le notizie diffuse dalle agenzie avevano parlato di un presunto definanziamento dell’opera, mentre successivamente i titoli hanno fatto riferimento a un rifinanziamento. La diversa lettura è legata alla decisione dell’esecutivo di rinviare l’utilizzo delle somme, riconoscendo che l’apertura dei cantieri nel 2025 non fosse più praticabile.
A incidere sul percorso amministrativo è stato anche lo stop della Corte dei conti alla delibera del Cipess, che ha interrotto l’accelerazione impressa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla società Stretto di Messina. Il rilievo dei magistrati contabili non ha messo in discussione la scelta politica dell’opera, ma ha richiesto un rafforzamento degli atti sul piano della legittimità e della conformità alle norme europee. Alla vigilia dell’approvazione della manovra, il quadro risultava dunque segnato dall’impasse procedurale e dalla necessità di ridefinire tempi e coperture finanziarie del progetto.
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