Ponte, nuovo cronoprogramma: primi cantieri tra novembre e dicembre
Prosegue l’iter amministrativo relativo al progetto del Ponte sullo Stretto, con una nuova programmazione delle principali scadenze definita al termine di una serie di incontri tra il Ministero dell’Economia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Presidenza del Consiglio dei ministri, rappresentata dal sottosegretario Alessandro Morelli con delega al Cipess, e la società concessionaria Stretto di Messina, guidata dall’amministratore delegato Pietro Ciucci.
Il primo passaggio previsto riguarda il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, chiamato a recepire le osservazioni formulate dalla Corte dei conti nell’ottobre 2025. Il documento è atteso entro la fine di luglio. Successivamente, entro il 10 agosto, il Cipess dovrebbe approvare una nuova delibera, che dovrà essere trasmessa alla Corte dei conti entro il 30 agosto.
L’esame da parte della magistratura contabile è previsto entro la conclusione di settembre. Trenta giorni più tardi dovrebbe seguire la registrazione del provvedimento e la pubblicazione della delibera del Cipess, comprensiva del progetto definitivo e della relativa documentazione tecnica, entro la fine di ottobre. L’esecutivo valuta comunque la possibilità di procedere anche attraverso una pubblicazione con riserva, soluzione già adottata nel 1998 durante il Governo Prodi. L’avvio dei primi interventi preliminari ai cantieri viene indicato tra novembre e dicembre 2026.
Parallelamente prosegue la mobilitazione dei comitati contrari all’opera in vista della manifestazione nazionale in programma a Messina l’8 agosto. Il Comitato “No Ponte Capo Peloro” ha accolto favorevolmente la soppressione della Commissione consiliare dedicata al collegamento stabile, sostenendo che, «dopo oltre 60 riunioni di Commissione, con la partecipazione di 31 consiglieri, non è stato prodotto alcun documento finale capace di offrire un contributo concreto al dibattito».
Anche l’Assemblea No Ponte, riunitasi nei giorni scorsi, ha definito gli obiettivi della manifestazione, ribadendo che «la chiusura della “Stretto di Messina” rappresenta l’unica strada per interrompere una continuità che consente al progetto di sopravvivere da oltre quarant’anni» e chiedendo la destinazione delle risorse previste, pari a 13,5 miliardi di euro, verso altri interventi di interesse pubblico.
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