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Policlinico di Messina, la Corte d’Appello conferma il risarcimento

Giudice Tribunale Giustizia

La Corte d’Appello di Messina, Sezione Lavoro, ha respinto il ricorso presentato dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martino”, confermando la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto l’illegittimità del demansionamento subito da un’infermiera e il conseguente diritto al risarcimento del danno non patrimoniale. La decisione ha confermato integralmente quanto già stabilito dal Tribunale di Messina, ritenendo infondate le argomentazioni difensive avanzate dall’azienda sanitaria.

Secondo quanto emerso nel giudizio, la lavoratrice era stata adibita in modo sistematico a mansioni non corrispondenti al proprio profilo professionale. La Corte ha ribadito che tale condotta costituisce una violazione della dignità, della professionalità e della salute del dipendente, configurando un comportamento lesivo suscettibile di tutela risarcitoria. I giudici hanno inoltre chiarito che il personale infermieristico non può essere utilizzato per compensare in maniera strutturale la carenza di figure di supporto, respingendo l’impostazione difensiva dell’azienda.

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Livio Andronico

Sulla vicenda è intervenuto il segretario generale della Uil-Fpl Messina, Livio Andronico, che ha commentato l’esito del giudizio affermando: “La Corte ha ribadito l’accertamento del demansionamento già riconosciuto dal giudice di primo grado, sconfessando l’impianto difensivo datoriale”. Andronico ha inoltre sottolineato che l’azione giudiziaria, patrocinata dall’avvocato Oreste Puglisi, ha consentito di riaffermare principi di tutela della dignità professionale degli infermieri.

Secondo il sindacato, la pronuncia rappresenta un precedente significativo e un richiamo per le aziende sanitarie al rispetto delle norme contrattuali e dei diritti dei lavoratori. Andronico ha infine dichiarato: “Prevedo una pioggia di ricorsi contro l’azienda ospedaliera”, riferendosi a possibili iniziative analoghe da parte di altri dipendenti.


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