Pfizer Catania, 40 licenziamenti: sindacati verso lo sciopero
La vertenza che interessa lo stabilimento Pfizer di Catania entra in una nuova fase con l’annuncio di una serie di iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali in risposta al piano aziendale che prevede 330 esuberi. Alla riduzione del personale si aggiunge la cessazione del rapporto di lavoro per altri 40 dipendenti somministrati attraverso Randstad, molti dei quali operano all’interno del sito produttivo da circa un decennio.
Il primo appuntamento è fissato per il 9 luglio con un’assemblea dei lavoratori all’interno dello stabilimento. L’iniziativa segue il presidio organizzato otto giorni prima davanti ai cancelli dell’impianto. Un’ulteriore mobilitazione è prevista per il 22 luglio, in concomitanza con il tavolo convocato al Ministero, quando i sindacati hanno annunciato la proclamazione di uno sciopero accompagnato da manifestazioni sia a Catania sia a Roma.
In una nota congiunta, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Cisal definiscono la mobilitazione come una risposta alle decisioni assunte dall’azienda. «Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze cancellati con una firma. Per Pfizer i numeri sono esuberi. Per noi sono persone, famiglie e futuro», affermano le organizzazioni sindacali.
Le stesse sigle avanzano inoltre la richiesta di dimissioni del direttore dello stabilimento, Giuseppe Campobasso. Secondo i sindacati, la gestione del sito negli ultimi anni avrebbe determinato un progressivo ridimensionamento delle attività produttive. Nel documento viene inoltre evidenziata quella che viene definita una mancanza di interventi da parte della politica, giudicata dalle organizzazioni sindacali un ulteriore elemento di criticità nell’evoluzione della vertenza.
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