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Patti – TARI oltre al 30%, “Adesso vi raccontiamo noi cosa è successo…”

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Consiglio Comunale Patti

In una favola raccontata male, tutti sono il lupo cattivo.

In realtà nel Consiglio Comunale del 31 luglio 2021, nove consiglieri comunali si sono astenuti per impedire l’indiscriminato aumento della TARI di oltre il 30%, in danno di famiglie, commercianti ed imprenditori. Ciò hanno fatto ritenendo di non poter sacrificare oltre le tasche dei contribuenti, che già da un decennio di amministrazione Aquino, pagano i tributi al massimo (tra le righe ciò basterebbe già a vanificare ogni differenza tra riequilibrio e dissesto).

I nove consiglieri hanno dunque ritenuto di non poter avallare, una volta di troppo, una politica che – ancor più in un momento storico di crisi come quello che viviamo – continua a scontare i propri errori sulle tasche dei contribuenti.

Vero è che da anni il Consiglio Comunale aveva già manifestato la ferma opposizione all’aumento della TARI, ma il Sindaco Aquino e l’assessore al ramo Franchina (neppure presente in aula) sono rimasti sordi ad ogni sollecitazione che andasse nel senso di una rimodulazione del contratto con la ditta appaltante, con conseguente ottimizzazione dei servizi e rideterminazione del rischio di impresa.

Viceversa il Sindaco, in assenza di alcun confronto, ha ripresentato solo all’ultimo giorno utile, un piano tariffario che imponeva l’aumento delle tariffe, laddove una loro diminuzione, come in altri comuni, sarebbe stata possibile.

Giova sul punto chiarire infatti, anche a beneficio dei disinformati leoni da tastiera, che l’aumento dei costi di conferimento, per clausola contrattuale, risulta oggi a totale carico del Comune piuttosto che equamente ripartito tra le parti come di regola (a pena di vanificazione del concetto stesso di “rischio d’impresa”).

E’ pure opportuno precisare, anche rispetto alle registrate esternazioni terroristiche intrise di scarsa informazione, che l’automatismo “Bocciatura piano TARI – dissesto- mancata stabilizzazione ASU”, è pura e strumentale INVENZIONE. Del resto ben avrebbe potuto e ben potrà la Giunta Comunale – come già avvenuto nell’anno 2018 quando non si era in odore di elezioni e come pure accaduto in altri comuni – integrare con propria delibera, gli aumenti delle tariffe, già bocciati dal Consiglio comunale.

E’ noto ai più ancora che l’iter sul piano di riequilibrio, si è ormai concluso nella sua fase di competenza comunale, per cui qualora la Commissione di verifica Ministeriale e la Corte dei Conti, dovessero decretare il dissesto, ciò sarà stato determinato da ben altri elementi, tra cui la mancata presentazione dei Bilanci negli ultimi 10 anni, che ha prodotto il noto squilibrio strutturale di svariati milioni di euro, e non certo dalla legittima difesa dei contribuenti rispetto all’ennesimo aumento di tributi che incide per la irrilevante somma di 200mila euro sul riequilibrio

La politica “con la P maiuscola”, dunque, dovrebbe concentrarsi su una corretta informazione e preoccuparsi di reclutare i finanziamenti, per tale verso malamente persi, piuttosto che fomentare inutili allarmismi e divisioni sociali a mezzo di notizie infondate: Il servizio di raccolta rifiuti per l’appunto, quale servizio essenziale a tutela della salute pubblica, non può essere mai sospeso!

Cosa diversa è il ritardo nel pagamento delle fatture della ditta esercente, in ciò abbondantemente tutelata dai cospicui interessi per ritardato pagamento, pure previsti in contratto.

I consiglieri Prinzi, Di Santo, Impalà, Cimino, Gregorio Nardo, Arrigo e Cannata

Patti – TARI oltre al 30%, “Adesso vi raccontiamo noi cosa è successo…” ultima modifica: 2021-08-03T12:13:45+02:00 da CanaleSicilia