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Patti – Impalà: “Dire no al 5G è una scelta sbagliata”

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5GDire no all’installazione, anche in via sperimentale, di antenne ed impianti per telecomunicazioni con tecnologia 5G nel territorio comunale di Patti, è una scelta sbagliata. Infatti se da un lato è corretto dover salvaguardare prima di tutto l’incolumità delle persone da potenziali rischi connessi all’utilizzo di radiazioni elettromagnetiche è altrettanto vero che l’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova la capacità delle nostre attuali reti di telecomunicazioni. In un periodo in cui tutto, o quasi, si è dovuto svolgere in maniera telematica, con l’aumento dei processi di smart-working e con la dematerializzazione e digitalizzazione di quasi tutti i documenti che caratterizzano la vita di ciascuno di noi, la sperimentazione di sistemi di telecomunicazione più rapidi e più sofisticati non possono essere arrestati da scelte preconcette.

Negli ultimi mesi la grave Pandemia che sta interessando l’Italia ed il mondo intero ha messo a dura prova la nostra capacità di sorridere alla vita, sono cambiati i modi di rapportarci al mondo esterno, sono cambiate le nostre abitudini di vita e di certo, in quanto a cambiamenti di stile di vita, siamo solo all’inizio. I social media, le tivù ed i giornali già da tempo stanno affrontando il tema del 5G ed è molto difficile ai tempi di Internet discernere le notizie vere da quelle false. Le cosiddette Fake News stanno condizionando negativamente il nostro pensiero e diciamolo chiaramente buona parte delle notizie riguardanti il 5G parlano di catastrofiche situazioni connesse alla loro sperimentazione, uccelli morti improvvisamente, elettrodomestici distrutti per una semplice attivazione di un antenna 5G e ciliegina sulla torta delle Fake news, il 5G aiuta il Covid-19 a diffondersi. Tutte menzogne queste, che mirano ad incutere maggiore timore nelle nostre già provate coscienze in questo brutto periodo. Io non dico che il 5G faccia bene, non ho le competenze scientifiche per dire ciò, ma di certo ci sono dei limiti di emissione elettromagnetica ai quali anche il 5G dovrà adeguarsi. Andiamo con ordine e vediamo le risposte che vari siti e studiosi autorevoli danno alle domande più comuni. Intanto con il termine “5G” si fa comunemente riferimento alle nuove tecnologie di telefonia mobile giunte oramai alla quinta generazione. Da questo punto di vista, non è altro che l’evoluzione di tecnologie già presenti ed ampiamente utilizzate.

Cosa sappiamo sulla sicurezza di questa tecnologia? Il 5G utilizzerà tre distinte bande di frequenza: 700 MHz, 3600-3800 MHz e 26 GHz, mentre le attuali tecnologie sfruttano frequenze comprese tra 800 MHz e 2,6 GHz. La tecnologia 5G andrà quindi ad utilizzare anche radiazione a frequenza maggiore rispetto a quella utilizzata dalle tecnologie precedenti. Questo desta particolare preoccupazione nella popolazione. In realtà i limiti associati alle frequenze maggiori (26 GHz) sono più alti, poiché tali frequenze hanno una minore pericolosità. L’associazione tra aumento della frequenza e maggiore pericolosità delle radiazioni non è corretta, basti pensare, ad esempio, alla luce visibile, anch’essa una radiazione elettromagnetica, che ha frequenze oltre 10.000 volte più elevate di quelle del 5G. Come le altre tecnologie, anche il 5G deve rispettare le norme di riferimento molto precise e rigorose. Per quanto riguarda i limiti di esposizione della popolazione la principale fonte normativa è la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 12 luglio 1999, che definisce i livelli di riferimento per i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Tale raccomandazione stabilisce, ad esempio, che il livello di riferimento di un telefono mobile a 900 MHz è pari a 41,25 Volt per metro (V/m), per un forno a microonde (2,3-2,4 GHz) è pari a 61 V/m. I limiti riportati dalla Raccomandazione europea derivano, a loro volta, da studi scientifici internazionali della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP), i cui risultati sono stati pubblicati nel 1998 e aggiornati nello scorso mese di marzo.

I dati dell’Istituto Ramazzini di Bologna sono estendibili al 5G? L’Istituto Ramazzini di Bologna ha evidenziato un aumento statisticamente significativo di alcuni tumori maligni a seguito di esposizione a radiofrequenze. Si deve tuttavia precisare che queste ricerche sono state effettuate utilizzando tecnologie precedenti al 5G e che l’ICNIRP ha specificato che questi studi non forniscono evidenze coerenti, affidabili e generalizzabili che possano essere utilizzate per modificare gli attuali limiti.

L’aumento delle antenne dovute al 5G aumenterà il rischio di tumori? No. La IARC classifica i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibili cancerogeni per l’uomo. Tale classificazione si riferisce, come riportato a questo link, alle esposizioni dovute all’utilizzo dei telefoni cellulari, non alle esposizioni ambientali o lavorative.

La tecnologia 5G (il cosiddetto “internet delle cose”), prevede l’installazione di un numero abnorme di antenne? In relazione alla installazione di un numero elevato di antenne, le informazioni in possesso di Arpa e la constatazione delle attuali modalità di gestione delle reti, fanno supporre che la tecnologia 5G utilizzerà prioritariamente gli attuali impianti per la telefonia mobile e generalmente non richiederà l’installazione di nuove strutture.

Queste sono forse le domande più comuni e di certo bisogna fare scelte caute e attente, non si può accettare a scatola chiusa un eventuale sperimentazione del 5G sul nostro territorio, ma dire no a priori al 5G attendendo risposte che già la Scienza ha dato mi sembra una scelta completamente sbagliata. E’ vero che il progresso scientifico e la tecnologia devono sempre e comunque trovare una barriera invalicabile nel rispetto del diritto inviolabile alla salute, ma, al contempo il Progresso Scientifico passa anche attraverso il dialogo e la ponderazione doti da sempre estranee in politica al Sindaco Aquino.

Dr. Federico Impalà

Patti – Impalà: “Dire no al 5G è una scelta sbagliata” ultima modifica: 2020-04-29T10:23:30+02:00 da CanaleSicilia