Patti, abusi sulle figlie minori, operaio condannato a sette anni
Si è concluso con una condanna a sette anni di reclusione il processo di primo grado celebrato davanti al Tribunale di Patti nei confronti di un operaio di 58 anni, ritenuto responsabile di abusi sessuali aggravati ai danni delle proprie figlie minorenni. La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto da Monica Marino e riguarda fatti che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati tra il 2021 e il 2024 in un centro dei Nebrodi.
L’imputazione ha riguardato più episodi distinti, collocati in diversi periodi temporali e maturati in ambito familiare. Nonostante la separazione tra l’uomo e la madre delle bambine, avvenuta da tempo, la situazione non aveva inizialmente fatto emergere segnali evidenti all’esterno. La vicenda è emersa a seguito della denuncia presentata dalla donna, che ha consentito l’avvio delle indagini coordinate dalla Procura di Patti. A dicembre 2024, nell’ambito dell’inchiesta, era stata disposta la misura degli arresti domiciliari, tuttora in atto.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello, l’uomo avrebbe compiuto condotte non consentite nei confronti della figlia più piccola approfittando dell’assenza della madre e della permanenza in casa in condizioni di solitudine. Le dichiarazioni delle minori, raccolte con modalità protette e con il supporto di figure specializzate in ambito psicologico, hanno confermato il racconto iniziale e fatto emergere ulteriori episodi riferibili anche alla sorella maggiore, risalenti a periodi precedenti.
All’esito del dibattimento, i giudici hanno disposto la perdita della responsabilità genitoriale, l’interdizione da incarichi di tutela, curatela e amministrazione di sostegno delle persone offese e il divieto di svolgere attività che comportino contatti con minori. È stato inoltre stabilito il risarcimento dei danni alle parti civili, il pagamento delle spese processuali e il divieto, per due anni successivi all’espiazione della pena, di frequentare luoghi abitualmente destinati ai minori.
Il difensore dell’imputato ha dichiarato che valuterà il ricorso in appello dopo il deposito delle motivazioni, sostenendo che le accuse sarebbero maturate in un contesto di conflittualità familiare legato anche all’affidamento delle figlie.
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