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Papa Leone XIV a Lampedusa: appello all’Europa sull’accoglienza

Papa a Lampedusa

La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa si è svolta all’insegna dell’attenzione verso il fenomeno migratorio e del richiamo ai principi dell’accoglienza. Il Pontefice ha scelto l’isola, da secoli punto di approdo nel Mediterraneo e luogo simbolo delle rotte migratorie, per incontrare una comunità che da anni affronta le conseguenze degli sbarchi e delle tragedie in mare. L’arrivo è avvenuto in una fase caratterizzata dal dibattito internazionale sui conflitti e dalle discussioni sulle politiche migratorie.

La prima tappa è stata il cimitero di Cala Pisana, dove riposano anche numerose vittime dei naufragi, molte delle quali senza identità. Tra le tombe ricordate figura quella del piccolo Youssef, uno dei bambini deceduti durante le traversate del Mediterraneo. Successivamente Leone XIV ha raggiunto la Porta d’Europa, dove una raffica di vento ha fatto volare la papalina mentre si affacciava sulla scogliera, episodio che ha caratterizzato una delle immagini della giornata. Il programma è proseguito con l’incontro con alcune famiglie di migranti al molo Favarolo, dedicato a Papa Francesco, e con la celebrazione della messa davanti a oltre quattromila fedeli.

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Ad accogliere il Pontefice è stato il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, che ha definito l’isola una realtà chiamata da anni a confrontarsi con “domande grandi, ferite profonde e speranze che appartengono al mondo intero”. Al termine dell’incontro lo ha salutato con l’espressione dialettale “Oh scia”, ricambiata dal Papa durante il congedo.

Nel corso dell’omelia Leone XIV ha precisato di non voler pronunciare un discorso politico, sviluppando invece una riflessione ispirata alla parabola del Buon Samaritano. Ha paragonato Lampedusa alla strada tra Gerusalemme e Gerico, affermando: «Qui non avete visto una sola persona assalita dai briganti, ma migliaia di uomini, donne e bambini spogliati di tutto, picchiati e lasciati mezzi morti». Il Pontefice ha indicato nei trafficanti di esseri umani i “briganti” contemporanei, accusandoli di trasformare la disperazione in un’attività redditizia. Ha quindi rivolto un appello all’Europa affinché «unisca il soccorso immediato a una strategia di lungo periodo, capace di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti», ringraziando inoltre i cittadini di Lampedusa e Linosa «per questo miracolo della compassione».

Papa - Schifani a Lampedusa

Nel corso della visita il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha consegnato al Papa una Trinacria in ceramica e una riproduzione della Porta d’Europa realizzata dall’artista Franco Tuccio. «Lampedusa è molto più di un confine, è un simbolo di accoglienza, solidarietà e dignità umana», ha dichiarato Schifani, sottolineando anche che «gli sbarchi sono diminuiti» grazie alle politiche adottate dal Governo. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori regionali Elvira Amata, Alessandro Aricò, Giusi Savarino ed Edy Tamajo, il capo della Protezione civile Salvo Cocina, il sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha evidenziato il ruolo della Croce Rossa nella gestione dell’hotspot e l’attuazione del Piano Mattei, il commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella, il cantautore Claudio Baglioni, il presidente della Conferenza Episcopale Siciliana Antonino Raspanti e l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, che ha affermato: «È anche tempo di cambiare linguaggio. Il diritto alla mobilità non può essere sotto minaccia».


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