Home Cronaca Palermo – Sequestri e confische di beni a “Cosa nostra”

Palermo – Sequestri e confische di beni a “Cosa nostra”

488

Carabinieri Palermo

Avevano favorito la latitanza del boss Bernardo PROVENZANO ed affermato il proprio potere sul  territorio, oggi una plurima operazione dei Carabinieri li priva dei loro beni.  In esecuzione di tre distinti provvedimenti del Tribunale di Palermo, scaturiti dalle minuziose indagini  dei militari del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Palermo, l’Arma  ha inferto un duro colpo al patrimonio della mafia corleonese per un valore complessivo superiore ai 4 milioni di Euro.  

Il R.O.S., che ha una struttura che si occupa esclusivamente di indagini economico ‚Äď finanziarie,¬† accertamenti patrimoniali e misure di prevenzione, ha eseguito una cospicua confisca di tre milioni e¬† mezzo di euro nei confronti di Mario Salvatore GRIZZAFFI (disposta in 1¬į grado dal Tribunale di¬† Palermo) e Gaetano RIINA (disposta in 2¬į grado dalla Corte d‚ÄôAppello di Palermo), rispettivamente¬† nipote e fratello del noto capo mafia Tot√≤ RIINA, nonch√© di Rosario Salvatore LO BUE,¬† soprannominato ‚ÄúSaro Chiummino‚ÄĚ e del figlio Leoluca.¬†¬†

L’operazione giunge al termine di un lungo percorso investigativo che aveva già consentito di  assicurare allo stato i patrimoni illeciti acquisiti nel tempo da Salvatore RIINA e da Calogero  Giuseppe LO BUE, già colpiti da decreti di confisca; quest’ultimo già condannato in via definitiva  per aver favorito la latitanza di Bernardo PROVENZANO.  

Gravemente indiziati di appartenere al sodalizio mafioso, ai LO BUE risultavano riconducibili una¬† serie di beni, intestati fittiziamente a terzi, acquistati in assenza di redditi leciti compatibili nonch√© in¬† condizioni di sperequazione. La confisca, riguardante abitazioni, conti correnti, libretti di risparmio,¬† terreni e beni aziendali, colpisce soggetti gi√† gravati da numerosi precedenti penali ed acclarati legami¬† con la mafia. In particolare Rosario Salvatore LO BUE ha avuto storicamente un ruolo attivo quale¬† “uomo d’onore” e membro apicale della famiglia di Corleone, inserita nell‚Äôomonimo mandamento¬† mafioso, negli anni in contatto con esponenti di spicco quali Salvatore RIINA e Leoluca¬† BAGARELLA.¬†¬†

Mario Salvatore GRIZZAFFI √® stato definitivamente condannato per aver commesso un‚Äôestorsione¬† con metodi mafiosi, nell‚Äôambito del pi√Ļ ampio programma investigativo che aveva fatto luce sulla¬†rete di sostegno del boss Bernardo PROVENZANO nonch√© sulla riorganizzazione dell‚Äôassociazione dopo la cattura del capo mafia avvenuta nel 2006 in Corleone, Montagna dei Cavalli; in precedenza¬† fu condannato anche per il favoreggiamento della latitanza di Giovanni BRUSCA.¬† I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione¬† ad un sequestro beni a carico di PITARRESI Giampiero, per un valore complessivo stimato in circa seicentomila euro, consistente in due abitazioni a Misilmeri, un‚Äôautovettura e sette rapporti bancari.¬† PITARRESI, tratto in arresto nel dicembre del 2015 nell‚Äôambito dell‚Äôoperazione ‚ÄúPanta Rei‚ÄĚ dei Carabinieri di Palermo, √® attualmente detenuto perch√© condannato – in secondo grado – alla pena di anni 14 di reclusione perch√© ritenuto intraneo a ‚ÄúCosa Nostra‚ÄĚ, nella sua articolazione territoriale del mandamento di Misilmeri, famiglia di Villabate.¬†¬†

Gi√† nel 2009 il PITARRESI aveva subito una condanna per associazione mafiosa per aver fatto parte del gruppo che, in pi√Ļ occasioni, aveva fornito ausilio al boss latitante Bernardo PROVENZANO.¬† Dopo anni di militanza quale sodale con compiti di particolare rilievo, aveva assunto il pieno controllo¬†¬†della famiglia mafiosa di Villabate, quale gestore della cassa e mandante di tutte le azioni illecite¬† nel territorio, tra cui estorsioni e traffico di stupefacenti.

Palermo – Sequestri e confische di beni a “Cosa nostra” ultima modifica: 2021-10-16T13:32:50+02:00 da CanaleSicilia