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Otto giorni in Pronto Soccorso a Barcellona, la denuncia di Sciotto

Matteo Sciotto - Cutroni Zodda Barcellona

Un uomo di 39 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale nel Messinese e, secondo quanto denunciato, avrebbe ricevuto un’assistenza non conforme ai protocolli previsti per l’emergenza-urgenza. A intervenire sulla vicenda è il deputato regionale di Sud Chiama Nord, Matteo Sciotto, che ha presentato un’interrogazione con risposta scritta indirizzata al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alla Salute.

In base alle informazioni riferite, il paziente, politraumatizzato e con una lesione vascolare della vena femorale associata a pneumotorace, è stato condotto al Pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, struttura non classificata come DEA di primo o secondo livello e priva delle specializzazioni necessarie per la gestione di traumi complessi. Nonostante il quadro clinico e le reiterate richieste di trasferimento, gli ospedali di Milazzo, Papardo, Piemonte e il Policlinico di Messina avrebbero respinto il ricovero per presunta indisponibilità di posti letto.

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Ospedale Cutroni Zodda - Pronto Soccorso

Il paziente è rimasto per ben otto giorni in Pronto soccorso, in una struttura non idonea a gestire un trauma di tale complessità”, ha dichiarato Sciotto, sottolineando i rischi per la salute e le condizioni considerate lesive della dignità personale. Il deputato segnala inoltre che, per consulenze ortopediche, l’uomo sarebbe stato trasferito più volte al Policlinico di Messina con ambulanze ritenute non adeguate, per poi essere riaccompagnato a Barcellona Pozzo di Gotto senza che venisse disposto il ricovero. Solo successivamente è stato individuato un posto letto nel reparto di Medicina dello stesso ospedale, soluzione definita “del tutto inappropriata”.

Sciotto richiama il Decreto ministeriale n. 70 del 2015, che prevede la centralizzazione dei pazienti stabilizzati verso centri dotati delle competenze necessarie, principio che, a suo avviso, non sarebbe stato applicato. Nell’interrogazione si chiede alla Regione di chiarire le circostanze, verificare l’eventuale violazione delle norme, accertare responsabilità dirigenziali e valutare misure correttive per prevenire il ripetersi di episodi analoghi.


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