Cronaca

Operazione antidroga a Messina, 14 custodie cautelari in carcere

Polizia di Stato Generica

Questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito 14 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della Dda locale, nei confronti di indagati ritenuti responsabili di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga e porto illecito di armi. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo (S.I.S.C.O.) e dalla Squadra Mobile di Messina, si fonda sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, puntualmente verificate sul campo.

Le indagini hanno portato alla luce l’organizzazione del clan Mangialupi, storicamente attivo nel quartiere omonimo di Messina sud e caratterizzato da un ricorso sistematico alla violenza per imporre la propria egemonia. “Il promotore, nonostante fosse recluso, impartiva ordini tramite cellulari”, spiegano gli investigatori. Al suo fianco operavano il padre e la zia per la gestione economica, mentre la compagna fungeva da portavoce e curava il recupero dei proventi.

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I cosiddetti “bracci operativi” gestivano approvvigionamenti, spaccio e reperimento di armi, delegando compiti esecutivi ad altri affiliati. I corrieri trasportavano la droga – anche via mare – verso depositi in città. L’attività ha ricostruito i legami con la ‘ndrangheta reggina e i fornitori catanesi, concordando approvvigionamenti e spartendosi i guadagni.

Durante le indagini sono stati sequestrati oltre 3 kg di cocaina, quasi 20 kg di marijuana e quasi 2 kg di hashish, per un mancato profitto stimato in circa 1,5 milioni di euro. Sono stati inoltre rinvenuti un fucile, un fucile a pompa, due mitragliette, tre pistole, munizionamento e il nascondiglio delle armi. In luglio 2023 il sodalizio era già emerso per il ferimento di un uomo in un bar cittadino, episodio riconducibile a contrasti sul mercato della droga e chiarito in breve tempo dalla Polizia, che ha individuato i responsabili, compreso un minorenne, ora sottoposti a custodia cautelare.


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