Nuove intercettazioni sulla Sanità, il caso Papardo torna alla Procura
Nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Palermo sulla presunta corruzione nella sanità regionale, emergono riferimenti all’ospedale Papardo di Messina. Tra gli atti figura una intercettazione del dicembre 2024 in cui Paolo Emilio Russo, presidente della commissione di gara per i servizi di pulizia dell’Asp di Siracusa, in una conversazione con la responsabile unica del procedimento Giuseppa Di Mauro, cita le condizioni delle sale operatorie del Papardo. Nel dialogo, Russo afferma: “Quando verrà fuori al Papardo che non hanno mai pulito le sale operatorie… c’hanno spruzzato l’acqua distillata…”.
Il riferimento richiama quanto avvenuto alla fine del 2024, quando il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri aveva sequestrato due sale operatorie del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale messinese, nell’ambito di un’inchiesta avviata dopo alcune denunce presentate da familiari di pazienti deceduti in seguito a interventi chirurgici. Le verifiche avevano rilevato la presenza di colonie batteriche nelle strutture. Almeno sei decessi erano stati segnalati come sospetti e il fascicolo, ancora aperto, vede undici persone indagate.
Nel gennaio dell’anno successivo, il giudice per le indagini preliminari Tiziana Leanza ha disposto il dissequestro delle sale operatorie dopo la certificazione, da parte dei Nas, dell’avvenuta bonifica e della biodecontaminazione dell’intero blocco operatorio.
Alla luce delle nuove intercettazioni emerse nell’inchiesta palermitana, il Codacons e l’associazione Articolo 32 – AIDMA hanno annunciato la presentazione di un ulteriore esposto alle Procure di Messina e Palermo. Le due organizzazioni avevano già segnalato nel 2024 criticità strutturali e organizzative nel reparto di Cardiochirurgia. Il nuovo intervento mira a sollecitare ulteriori accertamenti, chiedendo l’acquisizione degli atti già depositati, l’audizione di dirigenti e operatori sanitari e l’esame delle cartelle cliniche dei pazienti coinvolti.
“Se da intercettazioni nate in un’altra inchiesta emergono riferimenti a presunte irregolarità e decessi in un ospedale pubblico, è indispensabile che la magistratura e le autorità sanitarie intervengano con urgenza”, dichiarano Codacons e Articolo 32 – AIDMA.
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