Navi non conformi alle isole minori: indagine a tappeto
L’indagine avviata dalla Guardia di Finanza e coordinata dalle Procure di Trapani e Catania ha portato al sequestro preventivo dell’intero pacchetto azionario della Liberty Lines spa, per un valore superiore ai cento milioni di euro. Nell’elenco dei 48 indagati compaiono anche residenti della provincia di Messina, tra la città dello Stretto, Milazzo e Lipari, che saranno sentiti a partire da lunedì nell’ambito degli interrogatori previsti dal giudice prima di ulteriori decisioni sulle richieste della Procura trapanese.
Dagli atti emerge l’ipotesi che, tra il 2021 e il 2022, la società abbia impiegato sulle tratte da e per le isole minori unità veloci non conformi agli standard richiesti per il servizio pubblico. L’accusa formulata è quella di frode in pubbliche forniture. Secondo l’inchiesta, i comandanti e i responsabili dei mezzi avrebbero inoltre omesso di annotare nei registri di bordo problemi tecnici che avrebbero potuto determinare avarie operative.
Il provvedimento è stato eseguito nelle sedi della società a Trapani, negli istituti bancari e presso le abitazioni degli indagati. Tra i coinvolti figurano dirigenti, funzionari e numerosi comandanti, tra cui Alessandro Fiorino, presidente del CdA; Anna Alba, funzionaria; Marco Della Vecchia, dirigente operativo; Gianluca Morace, direttore generale; Ferdinando Morace, direttore tecnico. Presenti anche diversi comandanti provenienti da Erice, Trapani, Palermo, Genova, Napoli, Mazara del Vallo, Messina, Milazzo e Lipari.
Risultano indagati inoltre tre funzionari del registro navale italiano, un ex comandante e un ex luogotenente della Capitaneria di porto di Trapani, oltre ai vertici della Sikania Shipping. Le società Liberty Lines spa e Società di Navigazione Siciliana sns sono a loro volta destinatarie del provvedimento.
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