Naufragio nel Canale di Sicilia, dieci vittime tra i migranti
Una nuova tragedia si è consumata nel Canale di Sicilia, dove un’imbarcazione carica di migranti è affondata nel Mediterraneo centrale, all’interno dell’area di ricerca e soccorso sotto responsabilità maltese. Il bilancio provvisorio parla di dieci vittime accertate, quarantotto persone salvate e almeno due dispersi.
Le attività di soccorso sono state avviate dopo il capovolgimento del natante, che trasportava circa sessanta persone partite dalle coste della Libia. L’incidente si è verificato a circa 45 miglia nautiche a sud-est di Malta. In seguito alla segnalazione dell’emergenza, le autorità maltesi hanno assunto il coordinamento delle operazioni, con il supporto della Guardia costiera italiana.
Da ieri una nave della Guardia costiera italiana opera nell’area su richiesta delle autorità dell’isola. Secondo quanto ricostruito, numerosi migranti sono finiti in mare dopo il ribaltamento dell’imbarcazione. Un peschereccio presente nella zona è intervenuto riuscendo a recuperare e mettere in salvo 48 persone.
Contestualmente, una motovedetta Sar della Guardia costiera italiana è stata inviata sul luogo dell’incidente per partecipare alle attività di ricerca. Nel corso delle operazioni sono stati recuperati dieci corpi senza vita, mentre proseguono gli accertamenti per individuare eventuali dispersi.
Le informazioni disponibili indicano che il mezzo partito dalla Libia era stato inizialmente seguito dalle strutture competenti per il monitoraggio dei soccorsi in mare, prima del passaggio della gestione alle autorità maltesi.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni delle Nazioni Unite ha reso noto che, dall’inizio del 2026, almeno 827 persone hanno perso la vita lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Nel corso del 2025, secondo i dati dell’organizzazione, le vittime registrate sulla stessa tratta sono state oltre 1.330.
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