Narcotraffico, Antoci: linea dura europea contro i cartelli della droga
L’Ecuador si conferma uno dei principali punti di partenza della cocaina destinata al mercato europeo, con spedizioni dirette soprattutto verso gli scali del Nord Europa e un incremento costante dei sequestri. Il traffico illecito, che genera profitti miliardari, alimenta circuiti di riciclaggio, sostiene economie criminali e rafforza la presenza delle organizzazioni mafiose nel sistema economico europeo. Dai porti ecuadoriani transitano quote rilevanti del commercio mondiale di stupefacenti, con rotte che raggiungono anche l’Italia. Tra gli scali più rilevanti figura il porto di Posorja, ritenuto uno dei principali punti di origine della cocaina.
Il contrasto ai traffici provenienti dal Sud America è entrato nel confronto politico relativo al nuovo accordo di cooperazione tra l’Agenzia Europol e l’Ecuador, volto a intensificare lo scambio operativo di informazioni per la lotta alla criminalità organizzata e al narcotraffico.
Sul tema è intervenuto l’eurodeputato Giuseppe Antoci, relatore dell’intesa, che ha sollecitato un approccio particolarmente rigoroso contro i cartelli e le loro ramificazioni economiche in Europa. “È inaccettabile sottovalutare un sistema criminale che collega i cartelli colombiani ed ecuadoriani alle mafie presenti in Europa”, ha dichiarato Antoci, sottolineando che “le rotte dall’area di Guayaquil verso i porti europei evidenziano l’esistenza di una rete globale da colpire nei suoi interessi economici”.
Secondo l’europarlamentare, la lotta alle mafie deve rappresentare una priorità dell’Unione europea, poiché le organizzazioni criminali operano su scala transnazionale, reinvestono capitali illeciti e alterano il mercato. “L’accordo con l’Ecuador deve diventare uno strumento operativo per smantellare le reti del narcotraffico, monitorare i flussi finanziari e tutelare l’economia legale”, ha aggiunto.
Antoci ha inoltre evidenziato la necessità di impedire che gli scali europei diventino punti di smistamento della droga, affermando che la tutela dello Stato di diritto e della sicurezza dei cittadini impone scelte chiare.
Il dossier sul narcotraffico assume così un ruolo centrale nel dibattito europeo sulla sicurezza. La Commissione Giustizia e Affari Interni del Parlamento europeo ha già approvato la proposta, ora in attesa del voto definitivo in seduta plenaria.
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