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Misilmeri, la scuola di Portella di Mare dedicata a Sara Campanella

Schifani Campanella

La scuola secondaria di primo grado di Portella di Mare, nel territorio di Misilmeri, è stata ufficialmente dedicata a Sara Campanella, la studentessa dell’Università di Messina vittima di femminicidio il 31 marzo 2025. Alla cerimonia ha preso parte il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha ricordato la giovane sottolineando il valore della memoria come strumento di contrasto alla violenza.

«La scomparsa di Sara ci ha lasciato atterriti, ha colpito tutti. Siamo qui tutti insieme oggi per ricordare Sara e insieme dimostriamo che riusciamo a essere uniti quando c’è da sconfiggere un grande nemico: la violenza», ha dichiarato Schifani nel corso dell’iniziativa.

CanaleSicilia

L’evento si è svolto alla presenza del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale “S. Traina”, Salvatore Mazzamuto, del sindaco di Misilmeri, Rosario Rizzolo, e dei genitori della studentessa, Cettina Zaccaria e Alessandro Campanella. Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte della Fanfara dei Carabinieri, è stata scoperta la targa che intitola l’istituto alla giovane.

Nel suo intervento, il presidente della Regione ha evidenziato la necessità di promuovere modelli positivi tra le nuove generazioni e di contrastare ogni forma di violenza e devianza. Ha inoltre ricordato l’impegno della Regione nel sostegno alle attività sportive attraverso il potenziamento dei voucher palestra destinati ai giovani.

La cerimonia è proseguita con l’inaugurazione di un murale dedicato a Sara Campanella, realizzato nel cortile della scuola grazie al contributo dei cittadini di Misilmeri.

La Regione Siciliana ha inoltre istituito un fondo annuale di 50 mila euro per finanziare dodici borse di studio in memoria della studentessa. A partire dall’anno accademico 2025/2026 saranno assegnati otto contributi da 4 mila euro agli iscritti ai corsi delle professioni sanitarie dell’Università di Messina e quattro borse da 4.500 euro destinate a laureati che abbiano sviluppato tesi dedicate al femminicidio e alla violenza di genere. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, punta a valorizzare il merito accademico e a sensibilizzare i giovani su questi temi.


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