Politica

Messina verso il voto, Basile definisce cinque liste elettorali

Federico Basile - Matilde Siracusano

La definizione delle liste elettorali per il rinnovo del Consiglio comunale di Messina entra nella fase operativa. A comunicarlo è stato Cateno De Luca al termine di una riunione notturna svoltasi a Palazzo Zanca, nella stanza del sindaco dimissionario. «Abbiamo definito le cinque liste principali per il Consiglio comunale. Ora bisogna bilanciarle, completandole con gli ultimi candidati. Tra qualche giorno inizieremo l’impostazione di altre cinque liste “di testimonianza”», ha dichiarato, precisando che entro quindici giorni partirà anche il lavoro sulle candidature per le sette Municipalità, con l’obiettivo di presentare dieci liste per ciascuna circoscrizione.

L’iniziativa rientra nella strategia elettorale a sostegno della ricandidatura di Federico Basile, una scelta maturata nei mesi scorsi e rafforzata dai risultati di recenti sondaggi commissionati da Sud chiama Nord a una società demoscopica nazionale. De Luca ha inoltre sottolineato «la grande disponibilità» registrata tra i cittadini, evidenziando la volontà di «completare lo straordinario lavoro avviato a Messina nel 2018».

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Federico Basile

Il vertice pre-elettorale nella sede municipale ha tuttavia suscitato le critiche del movimento civico “Partecipazione”, fondato dall’avvocato Marcello Scurria e dall’ex sindacalista OrSa e Uil Michele Barresi. «Se fosse vero, la questione è molto seria», affermano, sostenendo che l’eventuale utilizzo della sede comunale per attività politiche potrebbe configurare un uso improprio di beni pubblici, con possibili profili di abuso d’ufficio e violazione del principio di imparzialità.

In vista delle elezioni amministrative, restano da definire le scelte del Centrodestra, orientato verso la candidatura di Marcello Scurria, nonostante le riserve espresse dalla Lega, alla quale spetterebbe indicare il candidato sindaco secondo gli accordi nazionali. Un vertice sul tema è previsto a Palermo alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani.

Il confronto politico è intanto segnato dalla polemica tra la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia Matilde Siracusano e l’asse De Luca-Basile. Le dimissioni annunciate da Basile sono state definite «irresponsabili» da esponenti del Centrodestra, mentre De Luca ha replicato osservando che Siracusano «non è mai stata eletta a Messina». La parlamentare ha risposto rivendicando le proprie radici cittadine e il costante impegno per il territorio.

Il confronto si è esteso al paragone tra le dimissioni del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e quelle del sindaco messinese. «Nel primo caso si è parlato di atto eroico, nel secondo di fuga», ha dichiarato De Luca, sostenendo che Basile avrebbe preso atto di una condizione di minoranza politica in Consiglio comunale.

Matilde Siracusano

La sottosegretaria Matilde Siracusano ha quindi replicato: «Le dimissioni di Occhiuto sono state una scelta autonoma e di coraggio, per sottrarsi alla gogna mediatica derivante da una inchiesta giudiziaria ingiusta. E tu, Cateno, sai cos’è la gogna mediatica, perché le hai subite, e infatti hai sostenuto Occhiuto con una tua lista. L’atto di Basile non è di coraggio ma di debolezza, perché ha subito una scelta imposta da te. Se avesse avuto coraggio, ti avrebbe detto di no, soprattutto alla luce dell’evento catastrofico che ha colpito il territorio metropolitano e ha messo in ginocchio famiglie e imprese. Questa è la differenza: coraggio e debolezza, libertà e dipendenza».

A intervenire è stato lo stesso Basile, che ha rivendicato la propria legittimazione elettorale e la continuità dell’azione amministrativa, invitando chi intende rappresentare la città a confrontarsi con il voto dei cittadini.

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