Home Politica Messina: Sistema Città – Verso la Conferenza Programmatica

Messina: Sistema Città – Verso la Conferenza Programmatica

1,028

Sistema Città – Verso la Conferenza ProgrammaticaPremessa

Le condizioni socio-economiche in cui versa la nostra città sono determinate da fattori esogeni ed endogeni della società messinese. Mentre le città si sono attrezzate, nell’ultimo ventennio a fronteggiare la competizione tra sistemi territoriali, determinatasi dal mutamento delle politiche pubbliche, Messina ha ripiegato su se stessa impoverendo sempre più le proprie risorse materiali e immateriali. Il sistema dei finanziamenti a pioggia infatti lascia il passo ai finanziamenti a progetti sulla base di precisi criteri oggettivi predeterminati.

Si riducono progressivamente i trasferimenti di Stato e Regioni nei confronti degli Enti Locali restringendo sempre di più il campo d’azione di questi ultimi. I vincoli stringenti al patto di stabilità dei bilanci degli enti locali hanno ulteriormente compresso la capacità d’investimento dei Comuni meno virtuosi e tra questi vi è certamente il Comune di Messina che oggi è ormai ad un passo dal dissesto economico.

In questo quadro di norme e vincoli istituzionali si inseriscono le scelte politiche o le non scelte che hanno condotto Messina ad essere la cenerentola d’Italia e della Sicilia.

Le ragioni endogenea cui facciamo riferimento sono proprio quelle dettate da una pessima cultura di governo della cosa pubblica, da un perverso rapporto tra governanti e governati, da una cultura clientelare che non lascia spazio ad una visione di futuro fondata su obiettivi di sviluppo che una comunità deve darsi per realizzarsi pienamente.

Un tessuto imprenditoriale poco dinamico scarsamente incline al rischio e all’investimento nell’innovazione portato più alla rendita ed all’investimento sicuro.

Per quanto concerne i fattori esogenila lunga vicenda connessa alla realizzazione della grande opera del Ponte sullo Stretto, ha messo un tappo sulle prospettive strategiche della città che non ha saputo progettare un futuro nell’era della post industrializzazione aspettando il Ponte come grande opera salvifica risolutiva dei problemi occupazionali della città.

Messina città di mare ha perso tutte le sue prerogative di città marinara. La cantieristica navale ha subito un grave ridimensionamento associato allo svuotamento delle attività dell’Arsenale Militare. Il rapporto città-mare sotto il profilo ludico, balneare, turistico non è decollato per via di ampie aree soggette ad occupazione abusiva dei litorali.

L’unico elemento positivo dell’attività portuale è il crocerismo che tuttavia non assicura un impatto forte sull’economia della città in parte per caratteristiche intrinseche del turista da crociera ed in parte per assenza di strategie volte a capitalizzare al massimo il numero di presenze in città.

L’isolamento che la nostra città vive oggi dal punto di vista dei trasporti aerei, navali e ferroviari è certamente un fattore che rappresenta un freno notevole allo sviluppo del territorio.

Percorso

Abbiamo immaginato il percorso programmatico diviso in due filoni.

Una DIRETTRICE INTERNA (risanamento del bilancio comunale, buon funzionamento della macchina amministrativa, efficienza dei servizi pubblici essenziali) indirizzata principalmente al funzionamento della macchina amministrativa, alle società partecipate, alla qualità dei servizi pubblici locali.

Una DIRETTRICE ESTERNA/SISTEMA CITTA’ (sviluppo del territorio, infrastrutture, sicurezza del territorio, relazioni interistituzionali) orientata all’esterno dell’ente in una visione strategica della città che per proiettarsi nel futuro ha la necessità di avere una rete sistemica di relazioni tra i vari Enti pubblici e soggetti privati che a vario titolo sono da considerare protagonisti dello sviluppo del territorio. Il ruolo dei Comuni è fondamentale per le politiche europee. Le città assumono un’importanza strategica se riescono a valorizzare le proprie vocazioni e ricavarsi uno spazio nel panorama nazionale ed internazionale.

Le due direttrici evidenziano una strategia di governo che non può sacrificare il funzionamento ordinario dei servizi al cittadino in ragione di una programmazione strategica della comunità. Pertanto i due approcci devono essere contestuali. Una città che non assicura ai cittadini i servizi essenziali non può pensare ai grandi progetti e allo stesso tempo una città non può accontentarsi solo di erogare servizi ordinari senza avere una strategia sistemica di rilancio socio economico del territorio.

Il “Sistema Città” attiene a quella pianificazione fondamentale per lo sviluppo che deve riguardare il Comune Ente in relazione con tutti gli altri Enti protagonisti dello sviluppo del territorio. Il Comune insieme alla rete di relazioni con Autorità Portuale, Regione, Provincia, Università, CNR, Istituto Talassografico, ASI, ESA, Forze dell’ordine, Ordini Professionali, Sindacati, Imprese deve mettere in moto un circuito virtuoso di relazioni per la crescita e lo sviluppo.

In questa rete il cittadino deve assumere la duplice veste di portatore d’interessi e di soggetto che persegue gli obiettivi di sviluppo in quanto nascono da lui per lui come individuo parte della comunità. CITTADINANZA-COMUNITA’-RESPONSABILITA’.

Visione

Da dove partire? Quali i punti di forza da sviluppare per dare prospettive ad una città che non crede più in se stessa, che ha perso la propria identità, che si trova smarrita dinnanzi ad un futuro che è incerto per l’Europa e per il mondo intero?

Tutte le città che vogliono imboccare la strada dello sviluppo e della crescita nella moderna società della conoscenza devono puntare sul capitale umano, risorsa da cui dipende il buon esito del progetto di sviluppo ed elemento trainante di una comunità che sceglie la strada delle politiche di sistema. Messina ha il triste primato della fuga di cervelli, dato questo che conferma l’assenza di prospettive e di chance per coloro che ambiscono ad avere un ruolo da protagonisti nella società e fondano tale ambizione sul merito.

Ecco perché la Cultura come sistema inteso come formazione, ricerca, innovazione, circolazione di tecnologie e accessibilità universale degli stessi sono ingrediente fondamentale per una comunità che vuole ripensare al proprio ruolo nella competizione globale.

Nelle strategie di coesione dell’Unione Europea le città sono il luogo da cui parte e si costruisce lo sviluppo dell’Europa. Messina per la posizione strategica che possiede deve assumere una centralità nella Sicilia e nel mediterraneo ritagliandosi il ruolo di metropoli di servizi intermodali in una dimensione relazionale con Comuni vicini della Provincia, nell’ottica dell’area dello stretto ed in una prospettiva mediterranea.

Servizi alla persona, servizi alle imprese, servizi per il turista, tutto questo all’interno di un sistema culturale che ha le sue linee di sviluppo nella produzione di arte, nella valorizzazione dei beni culturali, nella conoscenza della storia e delle radici della comunità.

Le infrastrutture materiali sono importanti quanto quelle immateriali. Accrescere la ricettività, costituire un polo per i congressi, porticcioli turistici, legare il mare con la montagna e valorizzare percorsi naturalistici e valorizzare i corridoi visivi. Un turismo multiforme, probabilmente non di massa, può essere uno degli asset del rilancio di Messina. La credibilità, l’immagine ed il prestigio di un territorio va costruito attraverso un sistema che funzioni nel suo complesso. Ritorniamo alla strategia del percorso programmatico. Andamento sincronico tra funzionamento della macchina amministrativa per i servizi quotidiani ed una visione di sistema che guardi al rilancio della città in un sistema di eccellenza. Il ruolo del cittadino torna fondamentale per l’efficacia del progetto.

Capitale Umano, capacità imprenditoriale, digitalizzazione della P.A., infrastrutture viabili e di trasporto moderne, ricerca innovazione nel campo dell’energie alternative, ricerca e innovazione nel campo della prevenzione dei rischi.

Messina è la città che ha il primato della concentrazione dei fattori di rischio per la popolazione. Alto rischio sismico, idrogeologico, rischio ambientale. Puntare sulla ricerca per la messa in sicurezza del territorio sperimentando tecniche innovative per la prevenzione, la mitigazione del rischio idrogeologico è centrale dopo i fatti del 2009. Ricavare dalle criticità le potenzialità per puntare all’eccellenza. La messa in sicurezza delle costruzioni per prevenire i danni da rischio sismico. Istituire a Messina un centro di eccellenza di protezione civile, primo intervento, gestione di crisi di dimensioni vaste.

Servizi, Cultura, impresa, turismo, prevenzione e sicurezza dei cittadini.

Sistemi portuali diversificazione e specialità nel crocerismo e nei servizi alle imbarcazioni. Porto commerciale di Tremestieri trasferimento di tutto il traffico gommato a sud, valorizzazione e trasformazione dell’affaccio a mare in centro città dalla stazione marittima all’area Fieristica che deve trovare altra allocazione per restituire alla fruizione libera l’area come prolungamento della passeggiata a mare, fino alla Rada S. Francesco che una volta liberata dagli approdi sarà destinata a porticciolo turistico.

La coscienza urbanistica a Messina è cambiata. Ormai tutte le forze politiche concordano sulla necessità di invertire la tendenza alla cementificazione selvaggia per passare allo stop di consumo di altro suolo per pensare alla rigenerazione urbana, alla messa in sicurezza del costruito, al risanamento e alla riconquista di un senso di bellezza. Passare dalla zonizzazione ormai superata al policentrismo storico agevolato a Messina da una conformazione geomorfologica che estende il territorio per 50 km in lunghezza con affaccio a mare e presenta la peculiarità dei 48 villaggi che conservano un’identità comunitaria e tradizioni che andrebbero valorizzate.

La Zona a Protezione Speciale, il Piano dello Sviluppo Rurale, strumenti da applicare al territorio messinese con piani di gestione più adeguati ad un’antropizzazione estensiva delle colline e delle zone rurali. Il ruolo del governo della città risulta fondamentale per riuscire ad indirizzare l’attività edilizia verso interventi incentrati sul costruito e sulla sicurezza del territorio. Se Messina ha uno spazio nella ricerca e nell’innovazione, ha tutte le carte in regola per candidarsi come la città delle tecniche innovative per la sicurezza e la prevenzione da sisma, alluvioni, e calamità naturali. CNR, Università, Istituto Talassografico, INGV; Enti Pubblici Locali devono entrare in relazione produttiva per il territorio. Questa alta capacità tecnologica può essere il volano per investimenti stranieri nell’area dello stretto.

Messina ambisce a definire e ricostruire il suo ruolo di città metropolitana, in riferimento al suo territorio circostante, in riferimento all’intero territorio provinciale, e oltre al territorio del Val Demone, e in prospettiva di costruzione di un’area integrata dello Stretto e della sua proiezione Mediterranea. Tutto concorre a dover pensare Messina come città di servizi alti e che valorizzi in senso pieno l’intreccio tra la sua risorsa urbanistica– Porto, Fiera, Area Falcata in via di ridefinizione strategica e riqualificazione – e le sue potenzialità di ricerca e di innovazione– Università e strutture di ricerca del CNR, Università di Reggio Calabria,- nel quadro del processo di integrazione dell’area dello Stretto.

Il lavoro è il tema centrale su cui deve cimentarsi una classe dirigente che ambisce a delineare un futuro per Messina. L’emergenza occupazionale ci deve spingere a ridefinire il ruolo della cantieristica navale nella nostra città, il ruolo del porto, la necessaria attrazione d’investimenti privati capaci di realizzare occupazione produttiva e rilancio di un territorio fortemente depresso. Consapevoli della impossibilità di fondare l’occupazione prevalentemente sul pubblico impiego è necessario definire gli asset strategici su cui Messina deve puntare per realizzare un’economia non più assistita ma dinamica e produttiva. Non una sola vocazione ma più vocazioni inserite in un sistema che riporti la città dello stretto ad un ruolo da protagonista in Sicilia e nel mediterraneo.

Metodo

Il percorso avviato, il coinvolgimento dei portatori di interessi socio-economici e le forme del confronto mirato a definire un metodo di collaborazione e condivisione nella convinzione che la realizzazione di strategie di sviluppo locale passa per una logica di sistema.

La necessità di rafforzare la competitività dell’area metropolitana all’interno passa attraverso una visione strategica dello sviluppocapace di individuare e porre a sistema le opportunità e le potenzialità peculiari della città e dei rispettivi territori, della infrastrutture materiali ed immateriali, del capitale sociale e ambientale.

La costruzione di una visione strategica dello sviluppo è l’esito di un processo di ascolto, di alleanze, di partenariati politici, istituzionali, socio-economici, rispetto al quale il Comune può svolgere il ruolo di facilitatore di percorsi efficaci di partecipazione alle scelte e costruzione ampia delle soluzioni a vantaggio della comunità locale.

Una grande università, come quella di Messina, deve ritrovare un ruolo centrale in questa visione sistemica. Il contributo intellettuale e le capacità di ricerca devono essere a servizio di un processo di sviluppo locale.

Il metodo della collaborazione interistituzionale deve diventare prassi consolidata della vita amministrativa e non fatto episodico, limitato ad ambiti ristretti di progettualità.

Collaborazione interistituzionale significa innanzitutto coordinamento tra i diversi attori del sistema complesso della città. Sinergia e lavoro di rete tra enti, istituzioni, corpi intermedi.

Una collaborazione finalizzata ad un confronto decidente tra le parte, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità per la realizzazione della visione condivisa dello sviluppo locale.

Cosa è mancato in questi anni? Messina ha vissuto la sua crisi peculiare nella crisi italiana, ha dato prova di incapacità a rappresentarsi con una classe dirigente orgogliosamente in grado di imboccare il cambiamento di cultura di governo. Egoismi, piccoli scontri tra istituzioni, gelosa conservazione di miseri privilegi e assenza di lavoro di squadra spesso conseguenza di uno scarso senso di comunità che antepone il proprio tornaconto elettorale, economico e di visibilità a discapito della crescita di una realtà collettiva. E’ mancata una visione di sistema ed è mancata di conseguenza la volontà a coinvolgere le realtà sane che ci sono per renderle potenzialità e moltiplicatori di sviluppo.

Suggestioni

  • Capitale umano
  • Bellezza e decoro
  • Valorizzare le Zone a protezione speciale e le zone SIC come attrattori di fondi europei per uno sviluppo eco compatibile
  • Sviluppare la filiera delle tecnologie per l’energia pulita visto il ruolo del CNR conosciuto più fuori che all’interno della città
  • Riqualificare, rigenerare senza consumare altro suolo, sbaraccare e riqualificare le aree degradate
  • Ricostruire un nuovo senso civico nella comunità, un patto tra ente pubblico e cittadini in cui la legalità è elemento fondativo
  • Il mare come risorsa per l’occupazione, il tempo libero, le attività sportive, cantieristiche, e di scambio
  • Attrarre investimenti privati con un ruolo regolatore e pianificatore forte del Comune
  • Infrastrutture materiali, viabilità per recuperare un rapporto con il mare, centro congressi, alberghi e attività ludico-ricreative, nuovo palazzo di giustizia
  • Infrastrutture immateriali: ricerca, innovazione, hi teck, banda larga, digitalizzazione della pubblica amministrazione, sistemi moderni per visite virtuali dei luoghi e dei simboli della città
  • Cultura come sistema per far crescere la comunità per ritrovare orgoglio di se e per proiettarsi nelle relazioni con l’esterno acquisendo immagine di metropoli moderna, efficiente, di qualità. Conoscenza come bene di consumo e come risorsa produttiva.
  • LE POLITICHE PUBBLICHE NON SONO VARIABILI INDIPENDENTI DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO. Il CAMBIAMENTO DELLA CULTURA DI GOVERNO GENERA FATTORI DI CRESCITA IMMEDIATI SE SI RIESCE A TRADURRE LA VISIONE NUOVA IN PROGETTO CONCRETO.
Messina: Sistema Città – Verso la Conferenza Programmatica ultima modifica: 2013-01-12T20:08:14+01:00 da CanaleSicilia