Messina, Musolino critica la gestione del sindaco dimissionario
La senatrice di Italia Viva Dafne Musolino interviene nel dibattito politico cittadino contestando la ricostruzione fornita dal sindaco dimissionario sulla gestione amministrativa e sul ruolo degli organi consiliari. Secondo la parlamentare, l’immagine di una “buona amministrazione” non troverebbe riscontro nei fatti, lasciando emergere criticità legate al decentramento e ai rapporti istituzionali.
Musolino parla di una conduzione caratterizzata dall’esclusione degli organismi territoriali e da un limitato confronto democratico. “La tanto sbandierata buona amministrazione non è luccicante come la si dipinge, ma è densa di zone d’ombra”, afferma, sostenendo che il Consiglio comunale sia stato progressivamente marginalizzato, nonostante l’approvazione di 441 delibere su 442 proposte.
Ricostruendo il proprio operato da assessore al decentramento, la senatrice ricorda l’istituzione delle sei Municipalità e l’approvazione, nel dicembre 2019, del regolamento volto a garantirne autonomia gestionale e di spesa. A suo avviso, una volta superata la fase di pre-dissesto con l’approvazione del piano di riequilibrio, non vi sarebbero state più motivazioni per rinviare l’attuazione del decentramento. “L’amministrazione ha rifiutato di dare piena operatività alle Municipalità, ridotte a strutture prive di poteri e risorse”, dichiara.
La critica si estende anche al rapporto con il Consiglio comunale, descritto come un organo trattato in modo meramente ratificante. Musolino contesta inoltre la gestione dei servizi sul territorio, citando interventi non condivisi e carenze di personale nei quartieri. “Accusare Consiglio e Municipalità di inefficienza serve a coprire una gestione centralizzata e autoritaria”, conclude, richiamando casi concreti di difficoltà affrontate dai territori senza adeguato supporto istituzionale.
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