La Vara di Messina parte al grido di «Viva Maria»
È partita da piazza Castronovo, al tradizionale grido di «Viva Maria», la processione della Vara di Messina, appuntamento centrale del Ferragosto cittadino che nel 2026 coincide con il centenario della sua “rinascita”. Un’edizione segnata dal lutto per il tragico crollo della palazzina di Pistunina, in seguito al quale sono stati annullati i fuochi d’artificio.
Prima dell’avvio della processione, il cappellano della Vara, Antonello Angemi, ha rivolto un pensiero alle vittime della tragedia e delle recenti morti sulle strade messinesi. Un momento di raccoglimento è stato dedicato alle persone scomparse e alle loro famiglie.
Anche la prefetta Di Stani ha richiamato il dramma di Pistunina, sottolineando come l’edizione di quest’anno si svolga nel ricordo delle vittime. In segno di rispetto non è stato aperto il balcone della Prefettura, interrompendo così una consuetudine legata al passaggio della Vara.
Davanti al porto, Angemi, dal ceppo della macchina votiva, ha pronunciato una nuova preghiera. «Sei persone, due disperse, e le vittime della strada: quanto dolore a Messina. Vergine Maria consola le famiglie che stanno vivendo momenti di dolore e in generale chi soffre», ha detto. Il cappellano ha inoltre pregato per i malati, gli anziani, chi non ha lavoro, i giovani costretti a lasciare la città e le istituzioni civili e militari, invocando una «situazione lavorativa degna e sicura».
«Madre Assunta, benedici la nostra città», ha ripetuto Angemi, chiedendo anche di «liberare Messina dal torpore e dall’apatia».
Al suo fianco Alberto Molonia, uno dei tre segnalatori insieme a Franco Forami ed Enzo Muratore, del gruppo storico Vara. A loro spettano, attraverso precise indicazioni con le bandiere disposte verticalmente o orizzontalmente, il via e i diversi movimenti della processione.
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