Meloni a Niscemi: in arrivo 150 milioni tra sicurezza e contributi
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha effettuato una nuova visita a Niscemi, la terza dall’inizio dell’emergenza legata alla frana che ha interessato il territorio comunale. Con lei era presente il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Nel corso dell’incontro con il sindaco, gli amministratori e i consiglieri comunali, è stato illustrato lo stato degli interventi previsti dal decreto approvato nei mesi scorsi.
Secondo quanto comunicato dalla premier, il Consiglio dei ministri si appresta a varare due distinti programmi da 75 milioni di euro ciascuno. Il primo è destinato agli interventi di consolidamento e messa in sicurezza dell’area interessata dal dissesto, mentre il secondo riguarda il sostegno economico ai proprietari degli immobili coinvolti.
«Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997, quando gli interventi non furono pianificati e ancora oggi si continuano a pagare indennizzi», ha dichiarato Meloni, ricordando le precedenti visite istituzionali e ribadendo l’impegno assunto affinché non si ripetano ritardi analoghi a quelli registrati in passato.
Sul piano tecnico, è stato spiegato che il progetto di mitigazione del rischio nasce dalle analisi effettuate dal Dipartimento della Protezione civile. Gli studi avrebbero individuato tre distinti corpi di frana che si sarebbero attivati nello stesso momento, pur mantenendo dinamiche autonome, rendendo necessario un approccio strutturale di lungo periodo.
Per quanto riguarda il capitolo contributi, le risorse saranno destinate ai proprietari di abitazioni crollate o dichiarate inagibili. Le somme potranno essere impiegate per acquistare un immobile già esistente, edificare in aree ritenute idonee a Niscemi o nei territori limitrofi, oppure recuperare altri immobili disponibili. Secondo la stima illustrata dal governo, il fabbisogno per gli indennizzi supera di poco i 50 milioni di euro, mentre la quota residua sarà destinata alle demolizioni.
Parallelamente prosegue l’indagine della procura di Gela sulla frana. Tra le persone coinvolte figura l’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, ascoltato dai magistrati. L’ex governatore si è avvalso della facoltà di non rispondere, depositando documentazione e manifestando disponibilità a un successivo confronto. Nell’inchiesta risultano indagati anche gli ex presidenti della Regione Raffaele Lombardo e Nello Musumeci, oltre all’attuale governatore Renato Schifani e a dirigenti e tecnici regionali.
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