Medici di famiglia siciliani criticano case di comunità inefficaci
A Siracusa si è svolto il 20° congresso regionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), che ha riunito oltre 300 medici di famiglia per un confronto sulle prospettive della professione e sulle criticità del sistema sanitario. L’evento, ospitato presso il Grand Hotel Villa Politi, ha previsto aggiornamenti scientifici e discussioni strategiche, con la partecipazione di figure istituzionali come il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli e il presidente ENPAM Alberto Oliveti.
Il tema centrale ha riguardato le cosiddette “case di comunità”, strutture destinate a integrare la medicina di base con livelli assistenziali intermedi, che secondo i partecipanti rischiano di fallire. Il presidente nazionale SIMG Alessandro Rossi ha evidenziato la scarsa operatività delle strutture, con 38 sedi attive a fronte delle oltre 1300 previste a livello nazionale, e ha segnalato l’improbabile rispetto della scadenza fissata a giugno 2026. La carenza di medici di famiglia è indicata come il principale ostacolo, insieme alla necessità di mantenere il modello libero-professionale attuale. I contributi e le proposte raccolte nel corso del congresso confluiranno in un “libro bianco” da presentare agli organismi istituzionali.
Il presidente emerito SIMG Claudio Cricelli ha sottolineato la crescente incidenza della popolazione anziana in Italia, con più di 14 milioni di persone sopra i 65 anni, enfatizzando il ruolo del medico di famiglia quale figura chiave per la gestione delle comorbilità e della cronicità. Filippo Anelli ha confermato la carenza complessiva di 5500 medici di medicina generale a livello nazionale, precisando che la Sicilia si distingue per un rapporto più favorevole tra medici e assistiti, sebbene permangano criticità legate al ricambio generazionale. Il 2024 ha registrato un aumento dei candidati ai corsi di formazione specifica in medicina generale, superiore al numero di borse disponibili.
Il presidente ENPAM Alberto Oliveti ha definito la relazione fiduciaria tra medico e paziente “tempo di cura”, evidenziando l’inefficacia di case di comunità troppo distanti geograficamente. Giacomo Caudo, presidente della FIMMG, ha rimarcato l’importanza di mantenere i principi di prossimità, territorialità e fiducia nella medicina generale. Infine, Luigi Galvano della SIMG ha illustrato l’aumento nominale del Fondo Sanitario Nazionale dal 2022 al 2025, che però si riduce se considerato in termini reali e rispetto al PIL, con una perdita complessiva di 13,2 miliardi.
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