Liste d’attesa in Sicilia, conti contestati dalla Corte dei Conti
I dati sul recupero delle liste d’attesa nella sanità pubblica siciliana hanno sollevato perplessità tra i magistrati contabili. La Corte dei Conti, esaminando le tabelle trasmesse da aziende sanitarie e ospedali sull’attività di smaltimento dei ritardi accumulati tra il 2020 e il 2024, ha riscontrato valori ritenuti poco coerenti con l’andamento reale delle prestazioni. In diversi casi, le strutture hanno dichiarato di aver recuperato tra l’89 e il 100% dell’arretrato, percentuali che hanno acceso i riflettori sull’attendibilità delle rilevazioni.
Il caso più rilevante riguarda il Policlinico di Palermo, che ha comunicato un recupero pari a 87.873 prestazioni a fronte di 26.329 richieste rimaste inevase nel quadriennio precedente. Secondo i dati trasmessi, il recupero avrebbe raggiunto il 334%, superando di gran lunga l’arretrato iniziale. Le cifre sono contenute in un dossier di 101 pagine che riassume gli esiti dell’indagine sulla gestione delle liste d’attesa in Sicilia, ultimo atto della gestione di Salvatore Pilato alla guida della sezione di controllo della Corte dei Conti.
L’analisi ha evidenziato risposte eterogenee da parte delle aziende sanitarie, chiamate a rendicontare l’utilizzo dei 54 milioni di euro aggiuntivi stanziati dalla Regione per ridurre i ritardi. L’Asp di Catania ha dichiarato di aver recuperato soltanto il 5% delle oltre 43 mila prestazioni in sospeso, mentre l’Asp di Messina ha sostenuto di aver azzerato un arretrato di 9.700 richieste. Risultati analoghi sono stati comunicati anche dall’Asp di Trapani, nonostante i ritardi emersi nella consegna dei referti istologici, portati alla luce solo nella seconda metà dello scorso anno.
Di fronte a questi dati, i magistrati contabili hanno espresso forti riserve. «Una percentuale di recupero del 100% fa desumere una rilevazione di dubbia attendibilità», hanno scritto nelle loro osservazioni.
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