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Leon Zingales: “Nuvole nere si alzano all’orizzonte”

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Leon ZingalesNuvole nere si alzano all’orizzonte. Non è più il momento di un ottimismo contagioso. Malgrado si moltiplichino le rassicurazioni che il sole della moneta unica continuerà ad illuminarci, forse neanche Mario Draghi ripeterebbe la frase pronunciata in data 13 Giugno 2018 “Non porta nessun beneficio mettere l’euro in discussione, perché è irreversibile”.

Nel drammatico turbine finanziario successivo alla crisi dei subprime, le banche centrali hanno iniziato una straordinaria operazione di acquisto di titoli di Stato e, nel caso delle Banca Centrale Europea o della Banca Centrale Svizzera, anche di azioni di compagnie quotate in borsa.

Questo enorme acquisto di titoli di stato da parte delle Banche Centrali è noto come Quantitative Easing (QE). Tutto ciò ha impedito al sistema di collassare per mancanza di liquidità, e contemporaneamente ha nascosto le patologie della crisi di Sistema. Si è riuscito a calciare il barattolo in avanti, a rimandare il redde rationem.

Si è agito di concerto in maniera tale che vi fossero sempre almeno due grosse banche centrali effettuassero il QE. Complessivamente il processo ha raggiunto circa 13.000 Miliardi di Dollari.

La BCE ha utilizzato il QE a partire dal 2015 (con acquisti mensili di 60 miliardi di euro al mese diretto prevalentemente all’acquisto di titoli di Stato). I titoli detenuti dall’Euro sistema per finalità di politica monetaria sono cresciuti dai 217 Miliardi di Euro del 31-12-2014 ai 2651 miliardi al 31 Dicembre 2018 [1]. Trattasi di un aumento di circa il 1120%, da confrontare con l’incremento del 23% della quantità di moneta in circolazione nel medesimo periodo (da 1016 Miliardi di euro a 1231 Miliardi).

Nel marzo del 2016, la Bce ha utilizzato altre misure non convenzionali abbassando a quota zero il Refi (il tasso  per le operazioni di rifinanziamento, ossia il valore indicizzato che le banche sono tenute a pagare prendendo in prestito denaro dalla BCE), ed a -0,40% il tasso sui depositi, quello che le banche pagano agli istituti centrali per parcheggiare la loro liquidità. Nella stessa occasione, ha aumentato da 60 a 80 miliardi di euro al mese l’ammontare degli acquisti mensili di titoli, estesi anche gli acquisti agli “ABS” (acronimo di Asset backed securities, strumenti finanziari emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione) e ai “covered bond”.  Tra aprile 2016 e dicembre 2017 il volume è quindi salito a 80 miliardi di dollari, per poi scendere a 30 a partire dal Gennaio 2018. Il QE è cessato il 31 Dicembre 2018, anche se parzialmente procede in forma di reinvestimenti dei proventi derivanti dalle scadenze dei titoli in possesso della BCE.

Per comprendere la potenza del “bazooka” utilizzato con il QE è sufficiente confrontare l’intensità del programma della BCE con quanto attuato dalla Federal Reserve. La Bce nel 2017 ha acquistato più di sette volte l’importo netto totale dei titoli di Stato emessi nella zona euro, mentre il programma della Federal Reserve non ha mai superato il livello dei Treasuries netti emessi.

Naturalmente il QE si è rivelato una medicina con gravi effetti collaterali: titoli azionari in salita artificiosa poiché, causa bassi costi del denaro, le aziende si sono indebitate per ricomprarsi le proprie azioni, pessima allocazione dei capitali, distruzione dell’economia reale.

La politica delle Banche centrali di coniare moneta attraverso il processo di QE, evitando nel contempo l’incremento della massa monetaria presente nel mercato reale, ha effettuato una segregazione tra il sistema finanziario (in iperinflazione) e l’economia reale (in deflazione). Le scale temporali con cui si evolvono i due sistemi sono ormai divenute divergenti. Il sistema finanziario ha aumentato la temperatura, mentre l’economia reale si è congelata.

Il QE ha funzionato da macchina frigorifera, raffreddando sempre più il sistema reale rubando energia che ha riscaldato ulteriormente il sistema finanziario. I sistemi fino ad ora sono stati tenuti incollati dall’incremento del debito pubblico, ma ciò ha determinato un circolo vizioso che ha aumentato la velocità con cui è avvenuto lo spostamento di energia dal sistema a scala temporale rallentata (l’economia reale) verso il sistema con tempo accelerato (l’economia finanziaria).

Il QE della BCE è stato un collante per frenare le forze centrifughe della zona Euro, ha nascosto le debolezze intrinseche, ha protetto dagli shock asimmetrici, ha coperto le profonde differenze all’interno di un mantello protettivo.

Il tapering della BCE, vale a dire il rientro graduale degli stimoli, si avvia a diventare l’evento catalizzatore di tutte le instabilità: il tapering della BCE enfatizzerà sempre più l’intrinseca rigidità dell’Euro.

Il Secondo principio della termodinamica ha una conseguenza fondamentale: senza gradiente termico sopraggiunge una morte inesorabile.

L’aprire le barriere che separano porzioni con temperatura differente (Stati con caratteristiche economiche del tutto diverse) determinando il raggiungimento di un equilibrio termico (massima entropia) è un processo che causa l’impoverimento termodinamico del sistema.

Il processo di fondazione dell’Euro ha determinato proprio questo: ha abbattuto le differenze, eliminato i gradi di libertà necessari, distrutto le fluttuazioni e, con il suo potere livellante, ha annullato l’energia potenziale valutaria. Non tutti i sottosistemi esistenti in precedenza hanno avuto il medesimo impoverimento termodinamico. Le economie come l’Italia basate essenzialmente sulle esportazioni e per le quali era essenziale l’utilizzo dell’energia potenziale valutaria hanno sofferto terribilmente trovandosi a combattere nei mercati internazionali senza l’arma più forte.

In pratica l’Euro ha unificato in un unico sottosistema in equilibrio valutario tanti sottosistemi distruggendone in ognuno di essi l’energia potenziale valutaria. L’Euro è costituito da sottosistemi imprigionati da un vincolo valutario innaturale. Imponendo la moneta unica, non tenendo conto della naturale diversità, si è determinato un vincolo nello scambio dell’energia monetaria abbattendo l’energia potenziale associata alla fluttuazione delle singole monete.

Il tapering della BCE determinerà sempre di più grosse oscillazioni alle quali soltanto i sistemi flessibili potrebbero sopravvivere: ho paura che la zona Euro non lo sia.

Sottoporre a sollecitazioni sempre più ampie un sistema rigido come l’euro condurrà celermente la moneta unica verso il punto di rottura

Quando siamo entrati nell’Euro gli illuminati fondatori ci hanno raccontato che un sogno era divenuto realtà; la verità è che la realtà si sta trasformando in un incubo.

Il tempo sta finendo: urge la necessità di lavorare seriamente ad un piano B.

Nella prossima puntata vedremo come la mozione approvata all’unanimità dalla Camera il 28 Maggio, concernente i cosiddetti minibot, si inserisce proprio in questo contesto.

Leon Zingales *
*Phd in Fisica
Phd in Matematica con Tesi ““Chaotic behaviour and forecastings in financial markets”
Già collaboratore di Wall Street Italia
Attualmente Dirigente Scolastico presso l’Istituto Comprensivo “Anna Rita Sidoti” di Gioiosa Marea

 

[1] http://www.ecb.europa.eu/pub/annual/balance/html/index.en.html

Leon Zingales: “Nuvole nere si alzano all’orizzonte” ultima modifica: 2019-06-07T21:14:50+02:00 da CanaleSicilia