La Procura chiude le indagini su gare e concorsi sanitari in Sicilia
La Procura di Palermo ha formalizzato la conclusione delle indagini su presunte irregolarità nella gestione di appalti e incarichi nell’ambito della sanità regionale. I magistrati hanno emesso nove avvisi di conclusione dell’inchiesta, atto preliminare alla possibile richiesta di rinvio a giudizio.
Tra i destinatari figura l’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e traffico di influenze. Il provvedimento coinvolge inoltre Roberto Colletti, già manager dell’ospedale Villa Sofia, Ferdinando Aiello, indicato come intermediario, Mauro Marchese e Marco Dammone, rispettivamente ex rappresentante legale e funzionario commerciale della Dussmann Service, oltre alla stessa Dussmann srl. Notifiche anche per Antonio Iacono, ex direttore del Trauma center, l’imprenditore Sergio Mazzola e Vito Raso, già segretario particolare di Cuffaro.
La posizione del deputato Saverio Romano è oggetto di un procedimento separato, come precisato dai pubblici ministeri, dopo il diniego della Camera all’autorizzazione per il sequestro della corrispondenza.
Nel corso delle indagini sono stati confermati due dei tre episodi inizialmente contestati: la gara per i servizi di ausiliariato dell’Asp di Siracusa, ritenuta irregolare dagli inquirenti, e un concorso pubblico per 15 posti di operatore socio sanitario presso l’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, considerato pilotato secondo l’accusa.
Esce invece dal perimetro dell’inchiesta la vicenda relativa a una presunta tangente che avrebbe coinvolto, secondo le prime ricostruzioni, lo stesso Cuffaro, il deputato Carmelo Pace e l’imprenditore Alessandro Vetro in relazione al direttore generale del Consorzio di bonifica occidentale, Giovanni Tomasino.
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