Home Attualità “La notte più buia” – L’Europa ai tempi del Coronavirus

“La notte più buia” – L’Europa ai tempi del Coronavirus

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“La nostra vita è misera, faticosa e breve. Si nasce e ci vien dato quel cibo appena sufficiente per tenerci in piedi, e quelli di noi che ne sono capaci sono forzati a lavorare fino all’estremo delle loro forze; e, nello stesso istante in cui ciò che si può trarre da noi ha un termine, siamo scannati con orrenda crudeltà…. La vita di un animale è miseria e schiavitù: questa è la cruda verità.” (La fattoria degli animali, George Orwell, 1945).

Leon Zingales

Tra gli italiani si respira un senso di inquietudine, una triste melanconia che, proprio perché pervasiva, risulta tremendamente opprimente: vi è sempre maggiore consapevolezza di essere stati completamente abbandonati. L’Unione Europea, un’Istituzione che doveva nascere per realizzare un sogno di pace e prosperità, si sta rivelando nella sua intima essenza: una cappa sulfurea ove trionfa la più becera prevaricazione.

L’Italia sta attraversando il periodo più difficile dal dopoguerra, è attanagliata da una crisi sanitaria ed economica senza precedenti. Nessun atto concreto di solidarietà: si è finanche pervenuti al furto di mascherine. La Dispotech di Lecco aveva acquistato oltre 800 mila mascherine chirurgiche dalla Cina come regalo alla Protezione Civile: arrivate a Rotterdam ed in transito sul territorio tedesco verso l’Italia, sono state bloccate in Germania e fatte sparire. Questo atto di puro sciacallaggio è rivelatore dello spirito di dissoluzione che aleggia in Europa.

«Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri»( La fattoria degli animali, George Orwell, 1945).

Alcuni Paesi hanno avuto la possibilità di essere più eguali degli altri. La Germania ha annunciato di voler usare 550 miliardi di euro per l’emergenza coronavirus, un’enormità rispetto alle munizioni a disposizione dell’Italia, attraverso una banca pubblica tedesca. Tale banca, la KfW, acronimo di Kreditanstalt für Wiederaufbau (lstituto di Credito per la Ricostruzione), posseduta all’80% della Repubblica federale e al 20% dai Länder, è analoga alla nostra Banca Depositi e Prestiti. Esiste una differenza essenziale: i debiti contratti dalla KWP non vengono conteggiati nel debito pubblico tedesco poiché la banca non è soggetta alle direttive della BCE. Alla Germania è stata consentita l’applicazione di una propria regola contabile che esclude dal debito pubblico le società pubbliche che si finanziano con pubbliche garanzie ma che coprono la metà dei propri costi con ricavi di mercato.

In parole povere, attraverso la KfW, il governo tedesco è riuscito ad effettuare una serie di generose operazioni di incentivo (sostegno alle piccole e medie imprese in primis) senza farle apparire nel bilancio dello stato. Si tenga conto che l’anno scorso l’attivo di KWG è risultato circa di 500 miliardi di euro. Questo escamotage, insieme al fatto che i Lander tedeschi non sono tenuti a rispettare il piano di stabilità, fa in modo che il debito tedesco computato sia inferiore di circa 1100 miliardi di euro rispetto a quello reale. Insomma, un debito occulto che ha influito sullo spread da anni creando ulteriore scorno alle famigerate aste marginali dei titoli italiani.

Questi trucchetti hanno consentito alla Germania di iniettare nella propria economia (consentendone anche la realizzazione di un potente sistema sanitario) centinaia di miliardi, proclamandosi contemporaneamente il paese virtuoso per antonomasia: in tal guisa ha imposto regole che hanno determinato lo stritolamento dell’economia degli altri paesi, Italia in primis. In un’Europa realizzata ad immagine somiglianza della Germania, il nostro sistema sanitario è stato polverizzato: dal 1999 sono stati più che dimezzati i posti letto in terapia intensiva, passati da 575 ogni 100 mila abitanti ai 275 attuali. Solo dal 2009, la sanità pubblica nazionale ha perso oltre 8.000 medici, 13 mila infermieri e 70000 posti letto.

Tutto ciò permette al governo tedesco di poter disporre di un’immensa liquidità per fronteggiare l’incipiente emergenza, mentre noi dobbiamo piatire ogni singolo centesimo alla clemenza della tecnocrazia Europea.

Il governo tedesco non ha fatto null’altro che garantire i propri interessi nazionali, ha trasformato l’Europa in una propria colonia.

I veri colpevoli sono quegli italiani che, pur di soddisfare orgogli e vanità personali, hanno offerto il nostro interesse nazionale come olocausto all’altare del moderno Moloch. Come piovre, con i propri tentacoli, hanno stritolato l’economia reale fino a renderla esangue. Il veleno è stato coperto da una capsula di miele, ma il gusto di mandorla è ormai giunto al palato.

L’attuale emergenza potrà servire a squarciare il velo di Maya, potrà amplificare l’urlo del bambino nella favola di Andersen: riconosciamo che l’imperatore è nudo, usciamo dalla gabbia, rialziamoci e riprendiamoci la nostra sovranità. La notte più buia è sempre seguita da un’alba radiosa.

«È stata un gran flagello questa peste, ma è anche stata una scopa; ha spazzato via certi soggetti verdi, freschi, prosperosi, che, figliuoli miei, non ce ne liberavamo più. E in un batter d’occhio sono spariti, a cento per volta. Non lo vedremo più andare in giro con quegli sgherri dietro, con quell’albagìa, con quell’aria, con quel palo in corpo, con quel guardar la gente che pareva che si stesse tutti al mondo per sua degnazione. Intanto, lui non c’è più e noi ci siamo. Non manderà più di quell’imbasciate ai galantuomini. Ci ha dato un gran fastidio a tutti, vedete: adesso lo possiamo dire.» (“I promessi sposi”, A. Manzoni, cap. XXVIII).

Leon Zingales *
*Phd in Fisica
Phd in Matematica con Tesi ““Chaotic behaviour and forecastings in financial markets”
Già collaboratore di Wall Street Italia
Dirigente scolastico presso l’Istituto Comprensivo “Anna Rita Sidoti” di Gioiosa Marea

“La notte più buia” – L’Europa ai tempi del Coronavirus ultima modifica: 2020-03-17T17:06:20+01:00 da CanaleSicilia