Home Attualità Italia Nostra: “NO alle luci fredde a led nel centro storico di Modica”

Italia Nostra: “NO alle luci fredde a led nel centro storico di Modica”

612

ModicaIl centro storico di Modica, ricostruito dopo il devastante terremoto che colpì la Sicilia orientale nel 1693, costituisce uno degli esempi più significativi di architettura tardo barocca in Italia. Per la sua peculiare bellezza la città è stata inclusa, nel 2002, insieme ad altri Comuni del Val di Noto, nella lista dei Patrimoni Unesco.

L’incantevole scenario notturno di Modica è oggi in pericolo e rischia di essere seriamente compromesso a causa della scriteriata sostituzione della tradizionale luce calda delle lampade al sodio con le contemporanee lampade a led. Pur essendo consapevoli della necessità di tale scelta, operata nell’ottica del risparmio energetico, riteniamo fondamentale non utilizzare lampade a led di 3000 gradi Kelvin (luce piuttosto bianca e capace di realizzare un effetto spettrale), ma lampade con colorazione più calda (lampade a led di 2200 gradi Kelvin già presenti sul mercato), che posseggono la stessa temperatura-colore delle tradizionali lampade dalla luce ambrata, mantenendo in tal modo una resa cromatica adeguata a valorizzare edifici storici, chiese e monumenti. A Modica la sostituzione sta procedendo velocemente, alterando lo splendido paesaggio urbano (come si può costatare nella foto allegata). A quanto pare, l’attuale sindaco di Modica, Ignazio Abbate, ha deciso di installare le lampade a luce fredda nel centro storico senza neanche interpellare la Soprintendenza dei Beni Culturali, facendo riferimento a quanto già avvenuto in altri Comuni.

Noi di Italia Nostra riteniamo necessario attivare l’attenzione su questo delicato problema non solo per il centro storico di Modica ma, più in generale, per l’intero Paese. Sarebbe auspicabile, dunque, che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali elaborasse delle direttive (se non uno specifico regolamento), che obbligassero gli amministratori dei Comuni sottoposti a tutela a rispettare determinati criteri illuminotecnici, così come avviene per il colore dei prospetti degli edifici, e non lasciasse al libero arbitrio dei tecnici una scelta progettuale così importante.

Siamo a conoscenza del fatto che già a Lecce, a Barletta, a Piacenza, a Siracusa e in molti altri centri storici (taluni anche Patrimonio Unesco), tale scempio sia stato realizzato o sta per essere realizzato. A Modica, in seguito alle numerose proteste delle ultime settimane, da parte di cittadini, enti e associazioni, la Soprintendenza dei Beni Culturali di Ragusa ha momentaneamente bloccato i lavori di sostituzione delle sorgenti luminose, ma è necessario che il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Modica si rendano conto dell’eventuale, notevole danno al patrimonio storico-artistico e paesaggistico e agiscano di conseguenza. Noi di Italia Nostra continueremo a vigilare ed eventualmente a denunciare.

« Firma la petizione online »

Si allega le seguente nota (“SOSTITUZIONE CON SORGENTI LED”) proposta dalla prof.ssa Laura Bellia, della Segreteria AIDI – Associazioni italiana di illuminazione.

In ambito di pubblica illuminazione, ai fini del risparmio energetico e della riduzione dei costi legati agli interventi di manutenzione, è sempre più diffusa la pratica di sostituire le sorgenti “tradizionali” a scarica nei gas -tipicamente a vapori di sodio a bassa o alta pressione ed alogenuri metallici – con sorgenti LED, caratterizzate da elevata efficienza luminosa. Questo tipo di intervento prevede in alcuni casi la sostituzione dell’apparecchio tradizionale con un apparecchio LED, mentre in altri casi l’armatura rimane invariata, ma viene effettuata la sostituzione della sorgente. Per entrambe le condizioni occorre effettuare la progettazione della nuova installazione, a meno che non si certifichi che le fotometrie degli apparecchi risultanti dalla sostituzione parziale o meno, siano perfettamente identiche a quelle degli apparecchi originari. Inoltre, essendo le sorgenti LED differenti da quelle tradizionali, è necessario che sia prodotta la fotometria del nuovo corpo illuminante che si genera. Gli effetti di una sostituzione che non garantisce le stesse condizioni fotometriche possono determinare il non rispetto dei parametri illuminotecnici i cui valori sono prescritti dalle normative, con particolare riferimento all’uniformità degli illuminamenti ed agli indici di abbagliamento.

Se quanto fin qui riportato è valido per qualunque tipo di applicazione, nel caso si vada ad intervenire in ambito urbano ed in particolare in centri storici, gli aspetti sono ben più delicati. Vanno infatti considerati parametri quali gli illuminamenti semicilindrici ed anche quelli verticali per garantire la più adeguata fruizione del luogo, nel rispetto dell’ambiente e limitando al massimo fenomeni di intrusione ed inquinamento luminoso. In presenza di ambiti dal particolare valore storico-artistico, la percezione dei luoghi e la salvaguardia della loro identità diventa prioritaria nelle strategie progettuali per l’illuminazione. In tal senso la distribuzione spettrale della radiazione luminosa emessa dalle sorgenti assume un ruolo fondamentale e va considerata insieme alle caratteristiche ottiche delle superfici che caratterizzano l’ambiente urbano. Per chi non è esperto, la distribuzione spettrale della radiazione ha influenza su due parametri sintetici: la temperatura di colore e la resa cromatica. La prima, espressa in kelvin, indica la tonalità di colore della sorgente ed è banalmente associata al concetto di luce “calda” o “fredda”, la seconda definisce, sia pur in modo non totalmente accurato, la capacità di una sorgente di rendere i colori. La temperatura di colore è il parametro sul quale dibattono anche i non esperti di illuminazione, in quanto una condizione di illuminazione con “luce calda” o con “luce fredda” è apparentemente giudicabile a vista. Nella realtà la percezione di un ambiente luminoso dipende non tanto o non solo dalla temperatura di colore, ma anche da molteplici altri parametri quali i contrasti e le gerarchie di luminanza, le uniformità degli illuminamenti, la resa dei colori, il tipo di visione che viene attivata, la capacità di adattamento del sistema visivo al variare degli scenari luminosi lungo i percorsi siano essi pedonali che carrabili, fino ad arrivare all’aspetto paesaggistico dell’illuminazione notturna, che esula dalla semplice applicazione delle normative.

Tutto questo comporta alcuni aspetti essenziali:
1) La sostituzione di sorgenti tradizionali con sorgenti LED richiede una verifica e, nel caso di effetti differenti da quelli attesi, una nuova progettazione.
2) Per gli apparecchi che montano sorgenti LED con emissioni spaziali differenti dalle precedenti, si devono produrre le corrispondenti fotometrie.
3) La temperatura di colore è un parametro non sufficiente a garantire la qualità dell’illuminazione. La scelta del più opportuno spettro di emissione delle sorgenti va fatto analizzando molteplici dati che comprendono anche le caratteristiche ottiche dei materiali più utilizzati (per i non addetti ai lavori: il colore della luce deve tenere conto del colore delle superfici). La progettazione illuminotecnica nei centri storici, ed in particolare in quelli sottoposti a tutela o vincoli, necessita di esperti che realizzino ambientazioni per la salvaguardia, la valorizzazione e la più opportuna fruizione del patrimonio storico-artistico e quindi in sintonia con le Soprintendenze.

Italia Nostra: “NO alle luci fredde a led nel centro storico di Modica” ultima modifica: 2019-06-26T16:37:33+02:00 da CanaleSicilia