Politica

Isole siciliane, Faraone solleva il caso dei medici di base

Davide Faraone

Il deputato e vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, Davide Faraone, ha presentato un’interrogazione al Ministro della Salute per richiamare l’attenzione sulle criticità che riguardano l’assistenza sanitaria nelle isole minori della Sicilia, con particolare riferimento ad Alicudi, Panarea e Stromboli.

L’iniziativa parlamentare prende spunto dall’interpretazione dell’Accordo integrativo regionale adottata dall’Asp di Messina, che, secondo il parlamentare, potrebbe incidere sulla presenza dei medici di medicina generale nei territori insulari, compromettendo la continuità del servizio sanitario.

CanaleSicilia

«Per anni il regime speciale destinato alle “zone disagiatissime” ha consentito di garantire la presenza dei medici di base in realtà dove, per caratteristiche geografiche e numero di abitanti, non è possibile raggiungere gli stessi parametri previsti sulla terraferma», afferma Faraone. «Oggi, invece, questi professionisti rischiano di perdere le condizioni economiche che hanno finora reso sostenibile la loro attività».

Secondo il deputato, l’applicazione delle nuove disposizioni potrebbe determinare, in alcuni casi, una diminuzione dei compensi fino a circa mille euro al mese, con possibili ripercussioni sulla permanenza dei medici nelle isole. «Il rischio è che i professionisti decidano di lasciare questi territori, privando residenti e visitatori di un presidio sanitario essenziale. Ciò rappresenterebbe un ulteriore elemento di difficoltà per comunità già interessate dal fenomeno dello spopolamento», aggiunge.

Attraverso l’interrogazione, Faraone chiede al Ministro se sia informato della situazione, se intenda verificare la corretta applicazione dell’Accordo integrativo regionale 2025 e quali iniziative, anche d’intesa con la Regione Siciliana, siano previste per garantire la clausola di salvaguardia contenuta nell’intesa e assicurare la permanenza dei medici di medicina generale nelle isole minori.

«La salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Lo Stato ha il dovere di garantire gli stessi diritti a chi vive sulle isole minori come a chi risiede nelle grandi città. Su questo non possono esserci scorciatoie né interpretazioni burocratiche», conclude Faraone.


👁 Articolo letto 404 volte.
© 2026 Riproduzione Riservata.

Leggi la Prima Pagina

Tasto back to top