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Insegnante sospesa a Palermo, la vicenda arriva all’Ars

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Scuola - Diritto allo studioDi Caro (M5S): “Si colpiscono gli studenti e si vìola un diritto costituzionale”

Interrogazione a Musumeci e Lagalla dopo il caso del video realizzato facendo accostamenti tra decreto Sicurezza e Leggi razziali. Va chiarito se la sanzione alla docente sia congrua rispetto alla presunta violazione.

PALERMO (17 maggio 2019) – Il Movimento 5 Stelle interviene con un’interrogazione all’Ars, primo firmatario il deputato Giovanni Di Caro (vice presidente della commissione Cultura), sul caso dell’insegnante Rosa Maria Dell’Aria, sospesa dal servizio per la presunta mancata vigilanza sul lavoro degli studenti dell’Istituto tecnico industriale “Vittorio Emanuele III” di Palermo. Il Movimento ha richiesto anche gli atti ispettivi e il video ‘incriminato’.

“L’insegnante Ăš stata sospesa dall’Ufficio scolastico di Palermo – ricostruisce Di Caro – con conseguente dimezzamento della retribuzione per omessa vigilanza, in quanto durante un’attivitĂ  didattica per la Giornata della Memoria del 27 gennaio scorso, un gruppo di alunni avrebbe realizzato un video accostando alcuni provvedimenti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, alle leggi razziali promulgate da Mussolini in quel triste 1938. La sanzione Ăš scattata in seguito a un’ispezione e dopo che la notizia dell’episodio era stata diffusa sui social”.

“Il contenuto ritenuto lesivo della dignitĂ  del ministro – scrive Di Caro nell’interrogazione, rivolta al presidente, Nello Musumeci e all’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Roberto Lagalla – sarebbe stato realizzato in autonomia dagli studenti, in piena libertĂ  di coscienza e in virtĂč dell’art. 21 della Costituzione che sancisce la libera manifestazione del proprio pensiero. Nel nostro ordinamento vige inoltre una speciale protezione della suddetta libertĂ  , ribadita nel Testo unico delle disposizioni legislative in materia d’istruzione, dove viene richiamato il rispetto della coscienza morale e civile degli alunni. Ho il timore che la libertĂ  degli studenti sia stata colpita, violando la Costituzione”.

“Per questo – prosegue il deputato – nell’interrogazione ho chiesto se il presidente Musumeci e l’assessore Lagalla siano a conoscenza di quanto esposto e se ritengano che i provvedimenti adottati dall’Ufficio scolastico provinciale di Palermo siano congrui alla violazione rilevata di mancata vigilanza o se ci siano degli altri elementi che motivino simili provvedimenti. Aggiungo inoltre che gli uffici dovrebbero interferire meno con la didattica e la libertĂ  di insegnamento e preoccuparsi piuttosto del funzionamento delle strutture o dei permessi accordati con la legge 104: su queste cose ci sarebbe davvero tanto da dire”, conclude Di Caro.

Insegnante sospesa a Palermo, la vicenda arriva all’Ars ultima modifica: 2019-05-17T15:05:45+02:00 da CanaleSicilia