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Inps, definite le regole del bonus Zes per le imprese in Sicilia

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La Sicilia rientra tra le regioni interessate dal nuovo bonus Zes introdotto dal decreto legge 62 del 2026, misura destinata a incentivare le assunzioni a tempo indeterminato nelle aree comprese nella Zona economica speciale unica. Il provvedimento punta a sostenere l’occupazione stabile nel Mezzogiorno, con particolare attenzione alle realtà produttive di dimensioni ridotte.

Le indicazioni operative sono contenute nella circolare n. 56 del 2026 dell’Inps, che disciplina l’accesso agli sgravi per i datori di lavoro privati con un organico non superiore a dieci dipendenti al momento dell’assunzione. Oltre alla Sicilia, l’incentivo riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria.

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L’agevolazione è destinata all’assunzione stabile di lavoratori con almeno 35 anni di età e privi di occupazione da almeno due anni. Sono esclusi dal beneficio dirigenti, apprendisti, lavoratori domestici e intermittenti.

L’incentivo prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi Inail, per un periodo massimo di due anni. Il tetto stabilito è di 650 euro mensili per ciascun lavoratore assunto, importo che viene ridotto proporzionalmente nei contratti part time.

La circolare specifica che le assunzioni devono determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori impiegati nell’anno precedente, con controlli mensili sul mantenimento del requisito. Eventuali proroghe del beneficio sono previste esclusivamente nei casi di sospensione dovuta a maternità ordinaria o anticipata.

Per accedere al bonus sarà necessario risultare in regola con il Durc e rispettare le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Prevista inoltre la pubblicazione delle offerte sul Siisl, obbligo che al momento risulta sospeso. L’Inps richiama anche il divieto di licenziamenti collettivi o per giustificato motivo oggettivo nella stessa unità produttiva e affronta il tema del cosiddetto “salario giusto”, in attesa di ulteriori indicazioni dal ministero del Lavoro. Le modalità per la domanda telematica saranno comunicate successivamente.


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