Politica

Inchieste giudiziarie, Schillaci richiama la Regione alla trasparenza

Roberta Schillaci

Le recenti inchieste della Procura di Palermo che coinvolgono esponenti della maggioranza regionale riaccendono il confronto sulla gestione delle risorse pubbliche e sui meccanismi di controllo all’interno delle istituzioni siciliane. A intervenire è Roberta Schillaci, segretario della Commissione regionale antimafia e vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana.

«Le accuse contestate dalla magistratura sono molto gravi», afferma Schillaci, richiamando al tempo stesso la presunzione di non colpevolezza e il diritto degli indagati a chiarire la propria posizione nelle sedi competenti.

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Secondo l’esponente del M5S, indipendentemente dagli sviluppi delle indagini, le vicende giudiziarie pongono una questione di carattere politico e istituzionale relativa alle modalità con cui vengono assunte le decisioni e amministrate le risorse della Regione Siciliana. Schillaci richiama quindi l’attenzione sulla necessità di garantire tracciabilità delle scelte, efficacia dei controlli e piena trasparenza dei procedimenti amministrativi.

Il tema, sostiene, riguarda direttamente anche il Parlamento siciliano, impegnato in queste settimane nell’esame di una variazione di bilancio. «Ogni scelta sull’utilizzo delle risorse pubbliche sia compiuta alla luce del sole», dichiara, chiedendo che le decisioni vengano assunte nelle commissioni e nelle sedi istituzionali competenti attraverso criteri chiari e documentabili.

Per Schillaci, le risorse regionali appartengono ai siciliani e la risposta della politica alle vicende giudiziarie deve tradursi in maggiore trasparenza, controllo parlamentare e pubblicità degli atti. «La legalità e la trasparenza – conclude – devono essere il metodo quotidiano dell’azione politica e amministrativa».


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