Inchiesta sulla frana di Niscemi, Musumeci: «Sono estraneo ai fatti»
Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha respinto le contestazioni che gli vengono mosse nell’ambito dell’inchiesta sulla frana che il 25 gennaio scorso ha colpito il territorio di Niscemi. Accompagnato dal proprio legale, si è presentato negli uffici della Procura di Gela, dove ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio.
L’indagine, coordinata dal procuratore Salvatore Vella, riguarda le responsabilità connesse al dissesto che ha interessato l’area. Secondo quanto riferito dalla Procura, Musumeci ha consegnato una memoria difensiva senza rilasciare dichiarazioni spontanee ai magistrati.
L’ex presidente della Regione Siciliana figura tra i quattro governatori coinvolti nell’inchiesta per le ipotesi di disastro colposo e danneggiamento conseguente a frana. Complessivamente gli indagati sono tredici.
Nella memoria depositata, Musumeci ha ribadito la propria posizione, sostenendo che l’esecutivo regionale da lui guidato abbia considerato prioritario il contrasto al dissesto idrogeologico. «Abbiamo fornito ai magistrati una memoria dettagliata», ha affermato, precisando di aver voluto manifestare collaborazione nei confronti dell’autorità giudiziaria e rispetto per l’attività investigativa. Ha inoltre evidenziato gli interventi e gli atti adottati dalla Regione dopo la frana verificatasi lungo una strada provinciale nel 2019, ribadendo la propria estraneità alle contestazioni formulate.
L’inchiesta si trova nella fase iniziale e si concentra sulla presunta mancata realizzazione di opere di mitigazione del rischio e sull’assenza di adeguati sistemi di monitoraggio destinati alla tutela della popolazione residente.
Nelle scorse settimane anche il presidente della Regione, Renato Schifani, ha scelto di non rispondere ai magistrati, depositando una memoria difensiva nella quale ha sostenuto la propria totale estraneità ai fatti contestati. Analoga posizione è stata assunta dall’ex governatore Rosario Crocetta. Tra gli indagati compare inoltre Raffaele Lombardo, convocato dagli inquirenti per il prossimo 18 giugno.
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