Inchiesta su appalti e mafia, Iacolino sceglie di non rispondere ai PM
L’ex direttore generale del Policlinico universitario di Messina, Salvatore Iacolino, ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati della Procura di Palermo nel corso dell’interrogatorio svoltosi ieri mattina. Il manager sanitario, iscritto nel registro degli indagati con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e ai sostituti Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia. Iacolino era assistito dai legali Giuseppe Di Peri e Arnaldo Faro.
L’indagine ipotizza che l’ex manager, nominato alla guida dell’azienda ospedaliera messinese poco più di una settimana prima, abbia favorito gli interessi imprenditoriali di Carmelo Vetro, ritenuto esponente mafioso originario di Favara, come lo stesso Iacolino. Secondo gli investigatori, il dirigente avrebbe presentato Vetro a esponenti della politica e dell’amministrazione regionale, tra cui la vicepresidente della Commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana Bernadette Grasso e il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, oltre a dirigenti di alcune aziende sanitarie provinciali dell’Isola.
In cambio, secondo la ricostruzione degli inquirenti, Iacolino avrebbe ricevuto sostegno economico per campagne elettorali e avrebbe ottenuto assunzioni di persone a lui vicine. Nel corso di una perquisizione effettuata presso la sua abitazione sarebbero stati inoltre rinvenuti circa 90 mila euro in contanti.
L’inchiesta trae origine dalle attività investigative condotte sul conto di Carmelo Vetro e ha portato alla luce un presunto sistema di tangenti che avrebbe coinvolto il dirigente regionale Giancarlo Teresi. Entrambi sono stati arrestati. Vetro, attraverso i rapporti con il funzionario pubblico, avrebbe ottenuto affidamenti relativi a commesse pubbliche nel settore dello smaltimento dei rifiuti tramite la società An.Sa srl, nonostante una condanna definitiva a nove anni per associazione mafiosa che gli avrebbe impedito rapporti con la pubblica amministrazione.
Nel corso delle indagini è stata ascoltata anche Bernadette Grasso come persona informata sui fatti (non indagata). La parlamentare regionale di Forza Italia ha annunciato la propria autosospensione dalla carica e ha riferito di aver avuto contatti con Vetro. La stessa Grasso ha dichiarato di essersi fidata della segnalazione ricevuta da Iacolino, il quale le avrebbe chiesto se avesse nominativi da indicare a Vetro per eventuali assunzioni in una società di vigilanza. La vicenda, secondo quanto riferito, non avrebbe avuto seguito.
Nel decreto di perquisizione disposto dai magistrati palermitani viene inoltre citata l’Asp di Messina. Secondo l’ipotesi investigativa, Iacolino avrebbe favorito incontri tra l’imprenditore barcellonese Giovanni Aveni, presentato da Vetro, e alcuni vertici dell’azienda sanitaria messinese: il direttore generale Giuseppe Cucci e il direttore amministrativo Giancarlo Niutta. I due dirigenti saranno ascoltati come persone informate sui fatti mercoledì prossimo.
Aveni risulta indagato anche in un ulteriore filone dell’inchiesta relativo al trasporto della Posidonia depositata temporaneamente a Castelvetrano, nel polo tecnologico di contrada Airone. I lavori, affidati nel 2024 alla Aveni srl, sarebbero stati assegnati in danno di altre imprese concorrenti attraverso i contatti con Vetro e con il dirigente regionale Giancarlo Teresi e il progettista Francesco Mangiapane, anch’egli in servizio nel dipartimento Infrastrutture della Regione. In precedenza gli interventi erano stati affidati alla società Cosmak di San Piero Patti, il cui ruolo è oggetto di ulteriori verifiche.
Nell’inchiesta risultano indagati, a piede libero, anche Antonio Lombardo, cognato di Vetro e amministratore della società An.Sa Ambiente, e Salvatore Vetro, fratello di Carmelo. L’imprenditore Giovanni Aveni, Lombardo, Salvatore Vetro e Mangiapane compariranno venerdì davanti al giudice per le indagini preliminari Filippo Serio per l’interrogatorio preventivo finalizzato alla valutazione di eventuali misure cautelari.
👁 Articolo letto 1.132 volte.© 2026 Riproduzione Riservata.




















