Grotta di San Teodoro Acquedolci, al via la messa in sicurezza
La Grotta di San Teodoro di Acquedolci è al centro di un percorso finalizzato alla messa in sicurezza dell’area archeologica, chiusa lo scorso ottobre dopo il distacco di alcuni massi dalla parete rocciosa sovrastante l’ingresso. Il Parco Archeologico di Tindari ha avviato le attività necessarie per consentire la riapertura del sito, ritenuto di particolare rilevanza sotto il profilo paleontologico e preistorico.
Il direttore del Parco Archeologico di Tindari, l’architetto Giuseppe Natoli, ha confermato che la restituzione del sito alla fruizione pubblica rappresenta una priorità dell’ente. «Riaprire alla pubblica fruizione la Grotta di San Teodoro rimane in testa alle nostre priorità», ha dichiarato Natoli, aggiungendo che «verranno messi in campo tutti gli interventi necessari per garantire la sicurezza della parete rocciosa e consentire l’accesso al sito preistorico».
Un sopralluogo tecnico è stato programmato per giovedì 15 gennaio alle ore 10.30 all’interno dell’area archeologica. Alla ricognizione prenderanno parte i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Acquedolci, insieme a docenti ed esperti universitari e professionisti del settore. Sono previsti la presenza della professoressa Chiara Cappadonia e del professor Luca Sineo del Università di Palermo, oltre al dottor Michele Orifici della Società Italiana di Geologia Ambientale.
L’obiettivo dell’incontro è definire in modo puntuale le criticità presenti e programmare gli interventi tecnici necessari alla stabilizzazione dell’area, così da consentire una riapertura in tempi contenuti. La chiusura del sito, disposta il 14 ottobre scorso a scopo precauzionale, era stata motivata dalla caduta di massi dalla parete rocciosa che domina l’ingresso della grotta.
👁 Articolo letto 627 volte.© 2026 Riproduzione Riservata.


















