Frana di Niscemi, fondi bloccati per assenza di progetti idonei
La Struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico in Sicilia interviene in merito alle notizie sull’indagine della Procura di Gela riguardante la frana di Niscemi, chiarendo i limiti delle proprie competenze operative. L’ufficio evidenzia di non avere autonomia nella scelta degli interventi da finanziare, sottolineando che ogni procedimento è vincolato a precise fasi amministrative.
Secondo quanto spiegato, l’iter prevede che siano gli enti locali, quali Comuni o Liberi consorzi, a presentare i progetti. Questi vengono successivamente esaminati dall’Autorità di bacino regionale, incaricata di verificarne la conformità alla pianificazione vigente. Solo dopo tale validazione è possibile inserire le proposte nella piattaforma Rendis, passaggio indispensabile per l’accesso ai finanziamenti, assegnati in base alla disponibilità delle risorse e a criteri legati al livello di rischio e alla cantierabilità.
Nel caso specifico di Niscemi, la Struttura commissariale riferisce che, nel corso degli ultimi nove anni, non è stata avanzata alcuna proposta progettuale rispondente ai requisiti previsti, neppure dopo il movimento franoso del 2019. In relazione al progetto denominato “Stabilizzazione e consolidamento del versante ovest del centro abitato (Zona Belvedere)”, del valore di 4,8 milioni di euro e relativo all’area interessata dagli eventi franosi più recenti, l’Autorità di bacino aveva richiesto aggiornamenti della documentazione in due occasioni, il 14 settembre 2021 e il 13 luglio 2022.
In assenza di integrazioni da parte del Comune, il procedimento non è stato completato, impedendo di fatto l’inserimento del progetto nella piattaforma e la conseguente possibilità di finanziamento.
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