Frana a Niscemi, Musumeci illustra gli interventi del governo
Nel corso di un’informativa al Senato, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha illustrato le iniziative predisposte dal governo a sostegno di Niscemi, centro del Nisseno interessato da un movimento franoso ancora in evoluzione, che ha prodotto effetti rilevanti sull’assetto urbano e sulla vita quotidiana della popolazione. L’intervento ha delineato un quadro di misure finalizzate alla gestione dell’emergenza e al sostegno immediato delle famiglie e delle attività economiche colpite dal dissesto.
Il ministro ha richiamato l’esperienza maturata alla guida della Regione Siciliana tra il 2017 e il 2022, assicurando l’attivazione di strumenti di supporto destinati alle imprese e ai nuclei familiari costretti a lasciare le proprie abitazioni. «L’obiettivo è garantire risposte concrete a chi ha subito danni e consentire una ripresa graduale delle normali condizioni di vita», ha affermato, sottolineando l’esigenza di un coordinamento continuo tra amministrazioni centrali, enti locali e strutture di protezione civile.
Nel suo intervento, Musumeci ha esteso il perimetro delle azioni governative anche ai territori colpiti dal ciclone Harry, ribadendo l’impegno dell’esecutivo nel fornire assistenza ai comuni interessati dagli eventi meteorologici estremi che hanno coinvolto diverse aree della Sicilia. «Le emergenze richiedono strumenti straordinari e una risposta tempestiva», ha dichiarato, facendo riferimento alle risorse già attivate per fronteggiare le conseguenze dei fenomeni atmosferici.
Durante il dibattito, il ministro ha elencato una serie di misure considerate necessarie per fronteggiare la fase emergenziale, tra cui la sospensione dei termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi, la sospensione dei procedimenti amministrativi e giudiziari, l’attivazione di ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti del settore privato e interventi di sostegno al reddito per i lavoratori autonomi. Sono stati inoltre indicati provvedimenti a favore del recupero della capacità produttiva, aiuti alle imprese esportatrici danneggiate, misure per il comparto turistico, stanziamenti straordinari per la protezione civile e assistenza alla popolazione, oltre a eventuali interventi di delocalizzazione qualora richiesti dalle autorità locali.
Musumeci ha respinto le accuse mosse dalle opposizioni, che lo indicano tra i responsabili politici di una situazione ritenuta prevedibile. Nel suo intervento ha ricondotto le responsabilità a una gestione pluridecennale del rischio idrogeologico, chiamando in causa i governi che si sono succeduti dal 1997 in poi, inclusi esecutivi sostenuti dal Partito democratico. «Giudizi sommari e frettolose ricostruzioni hanno cercato in malafede un capro espiatorio», ha affermato, aggiungendo che «non sono mancati gli sciacalli in giacca e cravatta».
Il ministro ha ricordato che dopo la frana del 1997 furono emanate nove ordinanze e stanziati sette milioni di euro, ma che il rimpallo di competenze avrebbe prodotto una fase di stallo prolungata. «Il progetto esecutivo arrivò soltanto dieci anni dopo la frana», ha detto, sottolineando come nel 2014 risultassero ancora da demolire 71 edifici dichiarati inabitabili. Ha inoltre richiamato le vicende istituzionali successive, citando il periodo in cui la competenza sulla messa in sicurezza fu attribuita al Comune.
Le dichiarazioni hanno suscitato reazioni immediate in aula. La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha contestato l’impostazione dell’intervento, mentre il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, ha definito le parole del ministro inadeguate. La deputata Maria Elena Boschi ha parlato di dichiarazioni offensive, mentre Carlo Calenda ha chiesto le dimissioni del ministro. La senatrice Vincenza Rando, originaria di Niscemi, è intervenuta ricordando il valore culturale e sociale della sua città.
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