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Fondi insufficienti nella Sanità privata, proclamato lo stato di agitazione

Medici

È stato proclamato lo stato di agitazione nel settore della sanità privata convenzionata in Sicilia. Le associazioni promotrici hanno rivolto un appello al Governo regionale affinché vengano adottate misure urgenti per garantire continuità ai servizi erogati ai cittadini.

Secondo i rappresentanti, ogni quindicesimo giorno del mese l’assistenza sanitaria convenzionata subisce interruzioni, costringendo i pazienti a rinunciare alle prestazioni gratuite o a rivolgersi al privato con costi a proprio carico. Nonostante ciò, le strutture accreditate, tra cui laboratori di patologia clinica, centri di fisiokinesiterapia, radiologia, cardiologia e odontoiatria, continuano a fornire prestazioni senza ricevere rimborsi o solo parziali. Tale scelta, motivata da ragioni deontologiche, ha evitato l’aumento delle liste d’attesa in alcuni settori, ma non rappresenta una soluzione stabile.

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“È necessario incrementare l’aggregato di spesa 2025/2026 – si legge nella nota – poiché l’attuale 3,5% risulta insufficiente e non tiene conto delle reali necessità del territorio”. I promotori sottolineano come l’assenza di interventi rischi di compromettere il diritto alle cure per migliaia di famiglie.

Le associazioni annunciano che, in mancanza di risposte concrete, informeranno l’Assessorato regionale alla Salute e le Prefetture siciliane. Sono previste proteste e manifestazioni, fino alla sospensione delle prestazioni convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.

Il documento reca la firma della presidente CSA Anna Lo Presti, del segretario A.C.A.P. Salute Salvatore Pizzuto, di Calogero Montaperto per AMSA FKT, di Elisa Interlandi per ANMED, di Diego Genua per Confimi Sanità Sicilia, di Pietro Miraglia per Federbiologi, di Anna Lo Presti per FESIOP, di Salvatore Battaglia per MLS, di Giacomo Galioto per ULPEA Medeac e di Filippo Iannelli per Assocendis-Ardiar.


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