Fisco e riscossione, A.a.c.im.-Claai chiede nuove regole
Il tema della riscossione fiscale torna al centro del confronto politico e delle associazioni datoriali. Deputati e senatori del centrodestra hanno coniato lo slogan “il fisco non amico”, richiamando l’attenzione sulle procedure adottate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione nei confronti di cittadini e imprese in difficoltà.
Nelle ultime settimane, secondo quanto segnalato, sarebbero aumentati pignoramenti, blocchi dei conti correnti e altre azioni esecutive. Le procedure interesserebbero anche contribuenti che stanno tentando di regolarizzare la propria posizione attraverso rottamazioni, rateizzazioni e piani di rientro.
Tra le situazioni evidenziate figurano quelle di imprese e cittadini decaduti da precedenti rateizzazioni, in diversi casi risalenti al periodo immediatamente precedente o successivo alla pandemia. Il ricorso a misure esecutive sui conti, sugli stipendi o sui crediti verso clienti, viene indicato come un possibile ostacolo alla continuità economica e produttiva.
Fausto Ridolfo, presidente dell’associazione datoriale A.a.c.im.-Claai, chiede una revisione delle modalità di riscossione, distinguendo tra evasori totali e contribuenti che, pur trovandosi in difficoltà economica, manifestano la volontà di adempiere agli obblighi fiscali.
Per Ridolfo è «urgente e fondamentale costruire una riscossione più intelligente, più umana, capace di recuperare il credito senza distruggere il contribuente». Tra le richieste figurano modifiche ai termini di decadenza delle rateizzazioni e la possibilità di dilazionare nuovamente anche debiti relativi a piani decaduti più volte.
A.a.c.im.-Claai annuncia inoltre la disponibilità ad avviare iniziative per rappresentare le imprese e i cittadini alle prese con difficoltà nei rapporti con il fisco.
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