Finanziaria in Sicilia, è scontro politico in Sala d’Ercole all’ARS
La legge di stabilità regionale approvata dall’Assemblea regionale siciliana ha suscitato critiche nette da parte delle opposizioni. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, ha definito l’esito dei lavori “un disastro politico e morale”, descrivendo un’Aula caratterizzata da tensioni e da un metodo legislativo giudicato privo di indirizzo. Secondo De Luca, il testo della manovra avrebbe subito una crescita disordinata, passando da 28 a 134 articoli, esito di richieste individuali e di equilibri interni a una maggioranza ritenuta fragile. Il rappresentante del M5S ha rivendicato l’eliminazione di 78 norme durante l’esame parlamentare, precisando che l’azione del gruppo si sarebbe concentrata esclusivamente su interventi di interesse generale e con ricadute sociali.
Nel corso del dibattito, De Luca ha parlato di “scene inaccettabili” e di un clima che avrebbe inciso sull’autorevolezza dell’Assemblea, sostenendo che la qualità del procedimento legislativo abbia contribuito a una perdita di fiducia verso l’esecutivo guidato da Renato Schifani.
Valutazioni critiche sono state espresse anche dal capogruppo del Partito democratico all’Ars, Michele Catanzaro, che ha parlato di una maggioranza “confusionaria e lacerata”. Il gruppo Pd ha votato contro la manovra, approvata in Aula nella notte, rivendicando un contributo orientato alla rimozione di disposizioni estranee alla finanziaria e all’introduzione di misure ritenute utili.
Catanzaro ha richiamato interventi su lavoro, politiche sociali, enti locali, sostegno all’editoria, risorse sanitarie e contrasto alle dipendenze, sottolineando che ulteriori proposte condivise con le opposizioni non sarebbero state accolte. Secondo il Pd, la manovra avrebbe richiesto fin dall’inizio un’impostazione più snella.
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