Femminicidio Zinnanti, Musolino chiede gli ispettori a Messina
La senatrice di Italia Viva Dafne Musolino è intervenuta sul femminicidio di Daniela Zinnanti, avvenuto a Messina, sottolineando criticità nel sistema di prevenzione e controllo. In una nota, la parlamentare ha definito l’accaduto «una tragedia che evidenzia un inaccettabile cortocircuito nella catena della sicurezza», ricordando di aver presentato il 31 marzo una nuova interrogazione ai Ministri della Giustizia e dell’Interno, a integrazione di quella già depositata il 18 marzo insieme ai colleghi Paita e Renzi.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo accusato del delitto si trovava agli arresti domiciliari, nonostante precedenti episodi di violenza e ripetute denunce della vittima, che in passato aveva riportato lesioni tali da richiedere cure ospedaliere. Il provvedimento prevedeva l’applicazione del braccialetto elettronico, che tuttavia non sarebbe stato installato per indisponibilità del dispositivo. «Il mancato utilizzo del braccialetto ha annullato sia la funzione di deterrenza sia quella di controllo», ha dichiarato Musolino.
La senatrice ha inoltre evidenziato perplessità sulla scelta degli arresti domiciliari, ritenuta «umanamente incomprensibile» alla luce dei precedenti, e ha richiamato l’attenzione sull’eventuale mancata comunicazione alla vittima e ai familiari dell’assenza del dispositivo.
Musolino ha quindi chiesto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio l’invio di ispettori presso il Tribunale di Messina per verificare le decisioni adottate, oltre a sollecitare chiarimenti sul numero dei braccialetti elettronici disponibili sul territorio e sulle determinazioni assunte nel recente comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Cosima Di Stani.
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