Farmaco salvavita in ritardo, la denuncia della madre ai Carabinieri
Ha quasi dieci anni e convive con una diagnosi di neurofibromatosi di tipo 1 e con un «neurofibroma plessiforme sintomatico ed inoperabile». Andrea, nome di fantasia, necessita di una terapia farmacologica continuativa che, secondo quanto denunciato dalla madre Lucia, anch’esso nome di fantasia, avrebbe subito ripetuti ritardi nella dispensazione.
La donna ha presentato nei giorni scorsi un esposto ai Carabinieri di Messina. Al bambino è stato prescritto il Koselugo, con un dosaggio di sei capsule al giorno, da assumere senza interruzioni. Il trattamento è previsto da un piano terapeutico rinnovabile ogni sei mesi, redatto dal direttore della clinica pediatrica del Policlinico di Catania e indicato come «indispensabile a tempo indeterminato».
L’approvvigionamento e la distribuzione del medicinale competono all’Uos Farmaceutica distrettuale metropolitana dell’Asp di Messina. Nell’esposto Lucia riferisce che «negli ultimi due anni si sono verificati reiterati e ingiustificati ritardi nella consegna», con possibili conseguenze sulla continuità della terapia. La madre sostiene inoltre che, in precedenti circostanze, dopo le sue segnalazioni il farmaco sarebbe stato ordinato immediatamente e consegnato il giorno successivo.
Un nuovo problema si sarebbe verificato sabato scorso, quando, in prossimità dell’esaurimento della fornitura disponibile, alla famiglia sarebbe stata comunicata l’impossibilità di ritirare il medicinale, con una possibile consegna rinviata alla settimana successiva.
Secondo quanto riportato nella denuncia, il ritardo esporrebbe il bambino alla possibilità di interrompere un trattamento considerato salvavita e a un conseguente «grave e irreparabile rischio clinico». L’esposto è stato quindi formalizzato presso i Carabinieri di Messina. – La replica dell’Asp Messina.
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